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Il testimone dello sposo

Il castello ottocentesco dove ci troviamo è davvero incantevole, ti fa sentire come dentro a una favola. Mio cugino ha scelto il posto perfetto per sposarsi, ma, soprattutto, ha scelto il testimone più figo che io abbia mai visto. Deve essere un suo compagno dell’università, è alto, con i capelli scuri e uno sguardo che ti buca l’anima. Dopo la cerimonia si è tolto la giacca e si è arrotolato le maniche della camicia, mostrando due braccia muscolose completamente tatuate. Per poco non iniziavo a sbavare quando l’ho visto. Durante l’aperitivo si è accorto che lo guardavo e ha risposto al mio sguardo facendomi l’occhiolino. Per poco non svenivo!

Arrivati al ristorante scopro di non essere al tavolo con la mia famiglia, ma con gli amici degli sposi. Sarà una vera palla, dato che non conosco nessuno. Poi, sento una voce dietro di me “ Tu devi essere Susanna, la cugina di Lucio, vero?” è lui. “Piacere, Filippo! Tuo cugino mi ha parlato molto di te.” Non me l’aspettavo proprio e non so che dire. Intanto Filippo si avvia verso il tavolo e io non posso fare a meno di guardare il suo sedere sodo e perfetto mentre cammina. Sento un’irrefrenabile voglia di morderlo, di lasciarci il segno. Lo seguo, a quanto pare mio cugino ci ha messo seduti vicini. Devo ricordarmi di ringraziarlo.

Gli amici di Lucio sono tutti molto simpatici, iniziamo subito a brindare, scherzare e ridere, come se ci conoscessimo da sempre. E poi Filippo è davvero interessante: d’estate lavora come istruttore di kite surf in Spagna, mentre d’inverno insegna sci sulle Alpi. Ecco spiegato perché ha quei muscoli! Ma non è solo il suo fisico che mi piace, ha un sorriso contagioso ed è davvero una persona interessante. Più mi parla e mi racconta di sé e delle sue avventure in giro per il mondo, più mi sento attratta da lui.

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I suoi occhi mi scrutano, come se stesse cercando di leggere dentro di me. E io mi sento nuda, vulnerabile, ma mi fa eccitare l’idea che un figo del genere possa trovarmi interessante. Continuiamo a ridere e scherzare, finché lui non mi si avvicina e mi sussurra all’orecchio “tuo cugino mi aveva detto che eri una ragazza molto interessante, ma non mi aveva detto che eri anche così sexy” sento un brivido che mi percorre la schiena. Il suo respiro caldo mi accarezza il collo e mi fa venire i brividi. Vorrei baciarlo qui davanti a tutti, ma non mi sembra il caso.

Durante tutto il pranzo ci lanciamo frecciatine provocanti e la tensione erotica tra noi è palpabile. Probabilmente se non fossero tutti già un po’ brilli se ne accorgerebbero. A un certo punto mi accarezza una gamba sotto il tavolo e io sento un’ondata di calore che mi invade il corpo. Le sue dita si muovono lente sulla mia coscia, pericolosamente vicino alla mia figa, e io sento un’irrefrenabile voglia di sentire la sua pelle contro la mia. Lo voglio e lo voglio adesso.

Mi sussurra all’orecchio chiedendomi se mi va di prendere una boccata d’aria, prima che arrivino i secondi, e io annuisco. Mi alzo dalla sedia e lui mi segue. Invece di andare verso il cortile, lui mi prende per mano e mi porta verso i bagni del ristorante. Entriamo e lui chiude la porta alle nostre spalle. Il silenzio ci avvolge e mi sembra quasi di sentire il battito accelerato del mio cuore. Filippo mi guarda negli occhi e io sento un’ondata di desiderio che mi fa tremare le gambe.

Si avvicina e mi prende il viso tra le mani e mi bacia. Le sue labbra sono calde e morbide e la sua lingua sembra conoscere la mia da sempre. Iniziamo a toccarci, ad accarezzarci. Mi sussurra all’orecchio che mi vuole e che non riesce a pensare ad altro da quando mi ha vista. Mi spinge contro il lavello e io sento il suo corpo duro e muscoloso contro il mio. Sento la sua lingua scendere lungo il collo, le spalle, i seni. Io gemo di piacere e lui continua a toccarmi, a esplorare il mio corpo. Le sue carezze si fanno più insistenti, mi solleva e mi fa sedere sul lavello, alzandomi il vestito fin sulla pancia. Mi tocca la figa, accarezzandomi da sopra gli slip il clitoride con il pollice. Io gemo di piacere e lui sorride facendomi segno di non fare troppo rumore. Qualcuno potrebbe sentirci.

Mi abbassa le mutandine, si inginocchia davanti a me e inizia a baciarmi la figa, per il piacere mi tremano le gambe. Mi lecca il clitoride, succhiandolo e mordicchiandolo delicatamente. Cerco di trattenere i gemiti mentre lui continua a leccarmi, a esplorare la mia figa con la sua lingua esperta. Mi infila un dito dentro e inizia a muoverlo ritmicamente, continuando a giocare con il mio clitoride. Poi aggiunge un altro dito e i suoi movimenti si fanno più veloci e intensi. Devo mettermi una mano sulla bocca per soffocare i miei gemiti, mentre lui continua a leccarmi e succhiarmi il clitoride. Questa situazione mi sta eccitando moltissimo. Non credo di resistere ancora a lungo. E infatti è così, dopo poco vengo, sento un’esplosione di piacere che mi fa tremare tutto il corpo. Godo come non mai e lui sorride contro la mia figa, baciandola prima di rialzarsi. Poi mi dà un bacio sulla bocca per farmi sentire il sapore della mia eccitazione. Ed è tutto così fottutamente eccitante.

Qualcuno sta bussando alla porta. “Ehi, tutto bene? Hai finito?” Chissà se ci ha sentito, siamo qui dentro da un po’. Io e Filippo ci guardiamo e scoppiamo a ridere. Mi aiuta a scendere dal lavandino e recupera le mie mutandine dal pavimento. “Queste non ti servono, vero?” mi dice mettendosele nel taschino della giacca. “Tanto dopo dobbiamo tornare qui per il dolce, questo era solo l’antipasto!” Cerco di sistemarmi velocemente e usciamo. Fuori dal bagno si è creata una fila di persone che ci guardano incuriosite e scandalizzate. Ma non mi importa, dopo un orgasmo il mondo non esiste. Torniamo al tavolo e l’unica cosa che riesco a pensare è che spero che questo pranzo finisca presto per poter passare al dolce insieme a Filippo. Chi dice che i matrimoni sono noiosi non sa davvero di cosa parla.

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