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Storia di una sottomissione erotica

Entro nella hall dell’hotel e mi dirigo verso gli ascensori, entro in quello a destra e schiaccio il pulsante che porta alla penthouse. La mano mi trema per l’eccitazione e la paura, sono stata invitata a questa festa privata da Michele. Quando le porte dell’ascensore si aprono vengo avvolta dalla musica pulsante della festa. Mi guardo attorno cercandolo, ma ci sono così tante persone che non lo vedo. Decido quindi di versarmi un calice di champagne per calmare i nervi.

So perfettamente cosa mi aspetta. Indosso il vestito verde di seta che ha scelto per me, un paio di decoltè con il tacco alto e non porto la biancheria. Proprio come mi ha chiesto o forse sarebbe meglio dire… ordinato.

Ci siamo incontrati a una festa simile un paio di settimane fa, ero lì che lavoravo come cameriera insieme a una mia amica, l’ho notato subito, così affascinante e sicuro di sé da non poter passare certo inosservato.

Tutte cercavano di attirare la sua attenzione, ma lui ha scelto me, tra tutte le donne che avrebbe potuto avere, e io sono stata ben felice di accettare. Ho accettato di sottomettermi al suo volere, di abbandonarmi ai suoi desideri più oscuri e di fidarmi ciecamente.

Questo pensiero mi fa sentire potente e vulnerabile al tempo stesso. È un uomo affascinante, enigmatico, con uno sguardo che mi fa tremare di paura e di eccitazione. Non so quasi nulla di lui, tranne che sembra essere molto ricco, potente e che sa come farmi godere come nessun altro abbia fatto mai prima.

Mentre mi muovo tra la folla, sento gli sguardi degli altri uomini su di me, ma so che appartengo solo a lui stasera e che nessun altro può avermi. Mi eccita questa sensazione di possesso, di essere di sua proprietà, la sua puttana da usare come più gli aggrada. E so che questa sera sarà indimenticabile.

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Finalmente lo vedo, seduto su un divano di velluto rosso in fondo al salone, è circondato da donne che cercano di attirare la sua attenzione, ma i suoi occhi sono puntati su di me.

Mi stava aspettando.

Con una mano mi fa cenno di avvicinarmi e io obbedisco, il suo sguardo mi brucia addosso. So che vuole solo me e le gambe mi tremano per l’eccitazione mentre mi dirigo verso di lui.

Quando sono abbastanza vicina, mi ordina di inginocchiarmi ai suoi piedi. Obbedisco, ho gli occhi di tutti puntati addosso, abbasso la testa e metto le mani dietro la schiena, aspettando che mi dica cosa vuole che faccia.

Mi sento da una parte umiliata, ma allo stesso tempo elettrizzata. Lui mi accarezza i capelli e mi sussurra all’orecchio quello che ha intenzione di farmi stasera davanti a tutti, bastano solo le sue parole per farmi bagnare.

Mi ordina di alzarmi e di seguirlo. Senza dire altro mi conduce in un’altra stanza, dove ci sono altre persone che ci guardano con curiosità e desiderio. Lui si siede su una poltrona e mi ordina di spogliarmi, lentamente, così che tutti possano godersi lo spettacolo. Io obbedisco, imbarazzata ed eccitata.

Quando sono nuda, si alza e mi ordina di appoggiare le mani sul tavolo davanti a me, con un gesto deciso mi allarga le gambe e le lega a quelle del tavolo. Poi mi afferra i polsi e li lega dietro alla schiena con un nastro di seta, facendomi stendere sul piano di vetro. Sono immobilizzata, indifesa e pronta a farmi usare come meglio crede davanti a tutti questi sconosciuti.

Inizia ad accarezzarmi il culo, mentre mi sussurra porcate all’orecchio. Vuole che gli ripeta che sono la sua puttana, la troia che si è presentata a una festa senza l’intimo solo per farsi scopare. Sento gli occhi di tutti addosso, le guance mi si arrossano per la vergogna e cerco di farfugliare le frasi che mi sussurra ma la voce mi si blocca in gola.

All’improvviso, mi dà uno schiaffo sul culo, forte, che mi fa urlare di dolore e di piacere. Lo sento ridere, mentre mi dice che devo obbedire, che tutti devono sentire quello che sto dicendo e mi dà altri schiaffi, sempre più forti, fino a farmi quasi piangere.

Mi fa impazzire questa situazione, mi sento totalmente in suo potere e la mia figa si bagna sempre di più. Faccio un respiro profondo e finalmente riesco a parlare, quasi urlo, “ Sì sono una puttana. Volevo che mi scopassi e non ho messo le mutandine stasera. Sono una troia, lo so.”

Il dolore si trasforma presto in piacere, mentre lui mi premia per aver obbedito penetrandomi con le dita; prima una, poi due, poi tre… Il suo tocco deciso mi fa gemere e contorcere di piacere. Mi sento umiliata e allo stesso tempo eccitata, mentre gli altri ci guardano, eccitati anch’essi dalla scena.

Trovarmi qui, legata e in suo potere mi sta portando velocemente verso l’orgasmo, ma so che non posso venire, almeno finché lui non mi dà il permesso per farlo. Finalmente lo sento sbottonarsi i pantaloni. Si mette sopra di me, ho il suo cazzo duro e grosso contro la figa.

Ansimo e lo imploro di scoparmi. Un altro schiaffo sul culo, non sono io a decidere, mi ricorda tirandomi i capelli e sollevandomi il viso dal tavolo. Poi, con un colpo secco, mi penetra, facendomi urlare per la sorpresa.

Lo sento muoversi dentro di me, mentre mi afferra i fianchi e mi tira a sé, facendomi sentire ancora più sua. Mi sento come se stessi per esplodere, mentre lui mi scopa sempre più forte. Non so quanto sia passato, non poter venire è una tortura, ma rende tutto ancora più intenso.

Poi, all’improvviso, si ferma e io ho il tempo di riprendere fiato. Solo ora noto che alcune delle persone attorno a noi hanno iniziato a toccarsi mentre ci guardano scopare. Lui mi guarda con un sorriso e mi dice che mi sto comportando bene, che sono proprio una brava schiava, ma che ha appena cominciato con me.

“Adesso facciamo sul serio” dice afferrandomi le chiappe e aprendole in modo da potermi guardare meglio l’ano. Ci sputa sopra e poi, con un dito, mi penetra, lentamente, facendomi sussultare di dolore e di piacere. Lentamente, con un altro dito, mi allarga ancora di più, mentre io gemo e mi dimeno, sentendo la vergogna e l’eccitazione montarmi dentro.

Appoggia il suo cazzo duro al mio culo, mi irrigidisco, ma lui, come se mi leggesse nel pensiero, mi accarezza la schiena e mi rassicura “fidati di me, respira. Hai un culo troppo perfetto per non essere scopato”.

Con un colpo deciso, mi penetra, facendomi urlare, ma il dolore si trasforma presto in piacere, mentre lui mi scopa, lentamente, con movimenti circolari. Mi sento umiliata e, allo stesso tempo, eccitata, mentre tutti attorno a noi ci guardano e si toccano.

All’improvviso, sento una mano che mi accarezza la figa, con la coda dell’occhio vedo una donna mora, bella e sexy, accanto a noi che mi sorride, mentre mi tocca. Lui mi ordina di lasciarla fare. Sono qui per soddisfare il mio padrone e quindi obbedisco: allargo le gambe ancora legate il più possibile e la guardo mentre si inginocchia sotto il tavolo per leccarmi la figa.

Mi sento come se stessi per esplodere, mentre lui mi scopa il culo e lei mi lecca la figa. Ormai i miei gemiti sono diventati urla. Poi, finalmente, lo sento venire dentro di me, con un gemito animalesco, e allora so che posso lasciarmi andare anche io all’orgasmo. Ed è meraviglioso, violento e liberatorio al tempo stesso.

Mi sento esausta e felice, mentre lui si stacca da me e mi slega dalle corde. Mi abbraccia, mentre mi sussurra all’orecchio che sono stata una brava schiava.

Mi vesto lentamente, mentre lui mi guarda, con uno sguardo di desiderio e di possesso. Nonostante le persone attorno a noi mi sento al sicuro e protetta con lui. So che questo è solo l’inizio, che lui mi farà sua ancora e ancora, in modi sempre più oscuri e perversi. E io non vedo l’ora, perché so che con lui posso essere me stessa, senza paura di essere giudicata o umiliata.

Mentre usciamo dalla stanza, sento gli sguardi degli altri su di me, e mi sento potente, perché so di essere la sua scelta, la sua puttana, la sua proprietà. Sono certa che lui mi proteggerà, sempre, perché gli appartengo e nessun altro può toccarmi senza il suo permesso, e non c’è niente di più rassicurante e meraviglioso di questa sensazione.

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