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Esibizione proibita

Sto camminando tra le sale della Galleria Nazionale a Roma, circondata da tele astratte e installazioni provocatorie dedicate alla sensualità femminile. Ho appuntamento qui alle 5 con Filippo. E’ un bel tipo, di poche parole ma sicuro di sé. La nostra storia è iniziata qualche mese fa, mi ha contattata su un sito di incontri attirato dalla mia descrizione: “Donna in carriera, curiosa di esplorare i propri limiti”. Da allora, la nostra relazione è stata un crescendo di emozioni e giochi erotici, esattamente quello che stavo cercando. Gli piace comandare e a me, piace essere comandata. E’ il mio spazio personale in cui potermi lasciare andare completamente.

Oggi, mi ha chiesto di incontrarlo qui nel suo museo preferito. Sembra essere quasi ossessionato dall’arte, dice che risveglia in lui la sua parte più istintiva ed emozionale. Mi ha detto di scegliere un abito elegante, ma di non indossare la biancheria intima. Un ordine che mi ha fatto bagnare solo all’idea.

Mentre mi aggiro tra le opere d’arte, sento uno strano formicolio tra le gambe. So che è lui, che mi sta osservando da qualche parte. Mi sento vulnerabile, eccitata, ma pronta a soddisfare ogni suo desiderio. Improvvisamente, sento un leggero tocco sulla spalla. Mi volto e i miei occhi incontrano i suoi, magnetici e pieni di desiderio. “Sei pronta?” mi chiede, con un sorriso enigmatico. Annuisco, senza parlare. Non so cos’abbia esattamente in mente, ma non ho intenzione di disobbedire.

Filippo mi prende per mano e mi guida attraverso le sale del museo. La sua presa è ferma e mi fa sentire al sicuro e allo stesso tempo eccitata. Sento lo sguardo dei visitatori su di noi, ma non mi importa. In questo momento, esistiamo solo noi due.

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Ci fermiamo in una sala un po’ appartata, davanti a un’installazione, una scultura astratta che sembra rappresentare un corpo umano in movimento. Filippo si avvicina a me e mi sussurra all’orecchio: “Hai seguito le mie istruzioni?”. Annuisco, mentre le mie guance diventano rosse per la vergogna. La sua mano scivola lungo il mio braccio, fino a raggiungere il seno. Lo accarezza delicatamente, poi il suo tocco si sposta sulla mia pancia fino alla mia figa, solleva il vestito corto e controlla che stia dicendo la verità e non abbia biancheria intima. “Brava la mia piccola”, mi sussurra, “Ora, voglio che tu chiuda gli occhi”.

Obbedisco, e sento qualcosa di freddo e duro sfiorarmi la pelle delle gambe. È un vibratore, lo riconosco subito dal suo tipico ronzio. Filippo inizia ad accarezzarmi l’interno coscia con il vibratore, poi mi ordina di aprire la bocca. Io obbedisco. Lo prendo in bocca, sentendo il suo sapore metallico. “Ora succhia” mi ordina. Non mi importa che qualcuno potrebbe vederci, non mi interessa niente. Voglio solo soddisfare ogni sua fantasia.

Le sue mani calde e morbide si insinuano sotto il mio abito, mi accarezza, poi le sue dita mi penetrano, prima delicatamente poi sempre più forte. Prende il vibratore e lo mette tra le mie gambe. Aumenta la velocità, lentamente, disegnando dei cerchi attorno al mio clitoride. Poi lo mette al massimo della potenza e io sento l’ondata di piacere travolgermi. Mi sento come se stessi per esplodere. Il rischio di essere scoperti mentre lui mi masturba rende tutto così eccitante, così proibito, così… perfetto.

Gemo, le gambe cominciano a cedere, ma lui mi ordina di stare ferma, di godere e di lasciarmi andare. E io obbedisco, perché non c’è niente che voglio di più di obbedire ai suoi ordini. Lui continua a disegnare cerchi attorno al mio clitoride, sempre più velocemente, finché non esplodo in un orgasmo intenso. E un urlo mi scappa dalle labbra.

Apro gli occhi e mi sembra di vedere con la coda dell’occhio un ragazzo che esce velocemente dalla sala, ma non mi interessa essere vista. Ormai sono persa nell’eccitazione del momento. So che Filippo ha appena iniziato con me. Non si è mai accontentato di un solo orgasmo. Vuole sentirmi venire e venire di nuovo, e io non posso che accontentarlo.

Mi ordina di sedermi in braccio a lui sulla panca davanti alla scultura. Sento che si slaccia la cerniera dei pantaloni, mentre mi tira su il vestito. Ho il culo appoggiato al suo cazzo duro, pulsante. Con un gesto violento mi allarga le gambe. “Voglio che tutti ti possano vedere godere. Sei tu l’opera principale di questa stanza” mi dice. Sento dei passi e poi una coppia di giovani che entra nella sala. Non sembrano sorpresi nel vedermi lì, con la figa esposta, sono curiosi ma soprattutto eccitati. Riconosco il ragazzo di prima, evidentemente è tornato con la sua ragazza per godersi lo spettacolo.

Filippo mi prende il viso tra le mani e me lo stringe. Sento il suo respiro caldo sul collo. “Ti piace farti vedere mentre ti scopo, vero puttanella?” riesco a far segno di sì con la testa. Inizia a baciarmi e mordermi il collo, mentre appoggia il vibratore sulla mia figa ancora umida e lo fa scivolare lentamente dentro di me. Lo sento pulsare, vibrare, riempirmi. È una sensazione incredibile, mai provata prima.

So di avere gli occhi della coppia puntati addosso, ma non mi importa. I due iniziano a toccarsi e baciarsi, si sussurrano frasi sconce all’orecchio. O almeno così farei io davanti a una scena simile. Mentre sto pensando a questo, sento qualcosa di caldo e duro sfiorarmi l’ano. È Filippo, che mi sta penetrando con un dito. Lo fa lentamente, delicatamente, facendomi gemere di piacere e di dolore. Dopo un paio di minuti aggiunge un altro dito, e poi con un altro ancora. Sento il vibratore dentro di me, le sue dita nel mio ano, il suo respiro affannoso sul mio collo. Filippo mi fa sputare su una mano e se la passa sul cazzo. Mi penetra con un colpo deciso ma delicato. Il dolore e la sorpresa diventano subito piacere, mentre con le mani mi guida su e giù sul suo cazzo. Passano alcuni minuti. Il vibratore mi stimola da dentro e il suo cazzo mi penetra sempre più in profondità. È troppo, è tutto troppo. Grido, urlo e lo imploro di darmi il permesso di venire. Ma lui non ha ancora finito con me: continua a penetrarmi e a giocare con la mia figa.

Poi, finalmente, sento il suo corpo irrigidirsi, sento il suo respiro spezzarsi e il suo sperma riempirmi il culo. “Adesso puoi godere per me” mi dice quasi con un sussurro e io mi lascio andare e godo… Lentamente esce da me e sfila il vibratore dalla mia figa. Lo prende in bocca e lo lecca. “Hai un ottimo gusto, lo sai?” mi dice sorridendo. Cerco di sistemarmi come meglio posso, la coppia si allontana e ci lascia soli. Restiamo solo noi nella sala, sudati e soddisfatti. Filippo mi bacia e mi prende per mano, guidandomi verso l’uscita del museo. Non so cosa aspettarmi da questa relazione, ma so che le sue perversioni stanno diventando anche le mie, e niente mi eccita di più.

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