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Il nuovo custode

Ormai da un paio d’anni mi sono trasferita nell’appartamento di mia nonna in un palazzo signorile nel cuore di Roma. Qui il tempo sembra essersi fermato, non succede mai niente, i vicini sono quasi tutte famiglie con bimbi piccoli o anziani. Ma da un paio di giorni, nella monotonia del palazzo, c’è una novità: è arrivato il nuovo portiere, un giovane che si mantiene agli studi lavorando qui. Alto, con capelli scuri, occhi penetranti e un sorriso che farebbe sciogliere chiunque. Tutte le donne del palazzo, dalle più giovani alle più anziane, non fanno altro che parlare di lui.

Lo incontro per caso mentre scendo a ritirare un pacco. Mi presento “ Piacere Stella”. Lui sorride, mostrando due fossette che mi fanno sciogliere, si chiama Giorgio. C’è qualcosa nei suoi occhi, un’intensità che mi attrae. Mi sento a mio agio con lui, come se lo conoscessi da anni. Iniziamo a parlare e scopro che è uno studente di architettura, appassionato di arte moderna e di musica. Rimaniamo a chiacchierare per un’ora, non mi sembra possibile che ci sia finalmente qualcuno della mia età qui, finché la Signora Giunti non arriva a interromperci, chiedendogli di sistemare una siepe nel cortile interno.

Il nuovo portiere mi ha fatto girare la testa, oltre a essere bello è anche super simpatico e interessante. Quando torno nel mio appartamento mi sento un po’ scombussolata, questo incontro mi ha eccitato, non solo mentalmente, ma anche fisicamente. Giorgio ha una voce profonda, proprio come piace a me, e poi il suo sguardo, così intenso… Passo la giornata a fantasticare su di lui, ma voglio mantenere la calma e non farmi trasparire dalle emozioni. Non voglio rovinare una possibile amicizia con una persona così interessante.

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Passano i giorni e Giorgio diventa una presenza fissa nella mia vita. Ci incontriamo spesso, nel palazzo o fuori. Chiacchieriamo per ore, ci scambiamo libri e consigli sui film da guardare. Qualche volta penso che flitrti con me, ma non ne sono del tutto sicura, perché è sempre molto gentile con tutti. Anche se certi sorrisi… Mi sento attratta da lui come da nessun altro prima. Il suo corpo atletico, i suoi muscoli definiti, mi fanno desiderare di toccarlo, di sentirlo contro di me.

So che è rischioso: se succedesse qualcosa tra noi e qualcuno lo venisse a scoprire, Giorgio rischierebbe di essere licenziato. Eppure, la tentazione è forte. Ogni volta che lo vedo, sento un’ondata di desiderio che mi travolge. Voglio lui, voglio sentirlo dentro di me. I nostri incontri diventano quasi un appuntamento quotidiano, entrambi cerchiamo qualsiasi tipo di scusa per vederci, tra pacchi da ritirare e libri da scambiarci, sono diventata una presenza fissa in guardiola. Non credo di aver mai fatto tanto shopping online in vita mia.

Poi una sera si scatena un terribile temporale che fa saltare la luce in tutto il quartiere. Decido di scendere al piano terra da Giorgio per non rimanere da sola in casa. Lo trovo in guardiola, con il viso illuminato dalla luce dell’e-reader, intento a leggere un libro, mentre aspetta che torni la luce. Appena entro mi guarda e mi sorride, felice di vedermi. “Non mi piace rimanere da sola al buio, il temporale mi spaventa un po’… posso fermarmi qui con te?” gli chiedo. “Certo, non preoccuparti” risponde facendomi segno di sedermi accanto a lui sul divano. Rimaniamo per qualche minuto in silenzio, seduti vicini al buio. La luce fioca dell’e-reader crea un’atmosfera intima e accogliente nella stanza. A un certo punto, un tuono rimbomba nel cielo, facendo tremare le finestre. Il rumore improvviso mi spaventa e istintivamente mi aggrappo al suo braccio. Lui mi guarda, divertito ed eccitato allo stesso tempo. Lentamente, si avvicina a me, il suo sguardo è intenso, carico di desiderio. Senza dire nulla, mi prende il volto tra le mani e mi bacia, un bacio profondo e appassionato. “Stai tranquilla, qui sei al sicuro” mi sussurra dolcemente quando le sue labbra si staccano dalle mie.

Le sue mani iniziano a esplorare il mio corpo, toccandomi con delicatezza. Mi sento desiderata, voluta. Finalmente la tensione sessuale delle ultime settimane esplode e noi ci lasciamo andare. Vogliamo fare sesso, qui e ora, mentre fuori si sta scatenando il finimondo con vento e tuoni. Giorgio mi spinge sul divano, mi bacia con foga. Le sue mani si insinuano sotto la mia maglia, toccando la mia pelle calda. Il mio corpo reagisce ai suoi tocchi. Mi sfila la maglia, poi il reggiseno. Inizia a succhiarmi i capezzoli, facendomi gemere di piacere. Le sue mani scendono lungo il mio corpo, esplorandone ogni centimetro. Con un movimento sicuro mi sfila i pantaloni, poi le mutandine. Sono nuda davanti a lui, completamente esposta. Ma non mi sento a disagio, anzi. Mi sento desiderata, voluta.

Giorgio si posiziona tra le mie gambe e inizia a leccarmi la figa. La sua lingua si muove con abilità, facendomi gemere di piacere. Sento l’orgasmo avvicinarsi, ma proprio quando il mio respiro si fa più affannoso lui si ferma. Mi guarda e ridendo mi dice “Non così in fretta!”. Allora si alza e si sfila i pantaloni. Il suo cazzo è duro e grosso. Un brivido di piacere mi percorre il corpo. Lo voglio dentro di me, subito. Si siede sul divano e mi fa salire a cavalcioni sopra di lui.

Riprende a baciarmi dolcemente, mentre il suo cazzo duro mi penetra. Mi sento stretta, ma il dolore svanisce presto, sostituito dal piacere. Inizia a muoversi, lentamente all’inizio, poi sempre più velocemente. Il divano scricchiola sotto i nostri movimenti, ma non ci importa. Giorgio mi afferra i fianchi, mi spinge contro di lui. Sento il suo cazzo muoversi dentro di me, il mio clitoride si struscia su di lui, portandomi sempre più vicina all’orgasmo. Le sue mani accompagnano i miei movimenti, sento le sue dita afferrarmi con forza la carne. Continuiamo a muoverci, sempre più velocemente. Poi, finalmente, esplodo. L’orgasmo mi travolge, mi fa urlare di piacere. Giorgio mi mette una mano sulla bocca per attenuare le mie urla, mentre continua a muoversi dentro di me, fino a quando non raggiunge anche lui l’orgasmo. Si ferma, mi guarda e mi bacia di nuovo. Siamo sudati, esausti, ma felici e il temporale continua a imperversare fuori.

Mentre stiamo riprendendo entrambi fiato sentiamo dei passi avvicinarsi alla guardiola. Una voce chiama Giorgio dal pianerottolo, è la Signora Ferrari, la mia vicina di casa, una donna anziana e molto curiosa. Non aspetta nemmeno che Giorgio le risponda per aprire la porta ed entrare in guardiola, per fortuna abbiamo fatto in tempo a rivestirci. Vuole sapere quando tornerà la luce, che a breve inizia la sua telenovela preferita e non se la vuole perdere. Noi scoppiamo a ridere, per poco non ci beccava!

Se qualcuno dovesse scoprirci, Giorgio verrebbe licenziato. Eppure, in questo momento, non ci importa, siamo solo felici e soddisfatti del momento appena passato insieme. Un po’ infastidita la Signora Ferrari se ne va e noto le mie mutandine proprio accanto alla porta…ecco dov’erano finite! Dopo poco la luce ritorna, ma sono convinta che non servirà aspettare un altro temporale per andare a trovare Giorgio in portineria!

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