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A cena, la storia dell’altro

Esco dalla doccia e mi asciugo lentamente, quando passo la mano sul cazzo sento caldo in tutto il corpo, merito dei pensieri che ho fatto sotto l’acqua calda. Con il corpo asciutto e i capelli ricci ancora leggermente bagnati, nudo di fronte allo specchio, mi spruzzo profumo in buona dose. Passo rapidamente a vestirmi, è quasi ora, jeans e camicia bianca di lino, d’altronde è inizio giugno.

La tavola è già apparecchiata per le cene importanti, il cibo solo da versare nei piatti e il vino solo da stappare, giusto il tempo di un ultimo sguardo allo specchio e suona il citofono, è lei.

Sento i suoi tacchi battere ritmici sulle scale, quasi a scandire i secondi che mancano per averla finalmente nel mio campo visivo, il rumore è sempre più forte, finché non mi si para davanti.

Ci scambiamo uno sguardo che sa di assaggio, come se fossimo già uno sopra l’altro, uno dentro l’altro. Ha fatto i capelli corti, la rendono più donna, un rossetto color ruby woo che s’abbina allo smalto, un abito cut out rosso che è come se mi stesse chiedendo di essere strappato, il tutto sopra ad un tacco dodici decisamente sensuale. È lei, la mia dea del sesso, mia moglie.

La cena procede tra racconti vari e battutine sessuali, le è sempre piaciuto stuzzicarmi e lo sa fare molto bene. Le verso l’ultimo goccio di vino e la vedo bere intensamente, con lo sguardo sempre fisso nei miei occhi, quando appoggia il bicchiere sul tavolo ne noto il segno del rossetto e in quello stesso istante sento il suo piede che si allunga verso la mia gamba.

Accenna una punta da ballerina e risale lentamente la mia gamba fino ad arrivare al cazzo, che accarezza dolcemente con la pianta del piede, fa la faccia stupita quando lo sente già così duro e allora le chiedo se non fossimo qui per questo, se non è ciò che stavamo aspettando da tutta la giornata. Lei è pronta, come sempre, non lascia la mia domanda senza risposta e scende subito sotto al tavolo, mi abbassa là zip e fa uscire il mio cazzo che ormai stava stretto nei jeans.

È duro, pulsa e brama la carne di mia moglie. Lei spalanca le sue labbra rosse e lo fa entrare, lo accoglie in abbondanza facendolo scomparire e riapparire come una maga del sesso, alternandolo a dei movimenti di lingua sulla mia cappella che vorrebbe esplodere fin da subito. Per evitare che ciò accada la stacco dal mio cazzo e la invito a sedersi in braccio, iniziando a baciarla con passione.

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Le nostre lingue si incrociano, si leccano letteralmente, e nel mentre le scopro i seni dal suo vestito rosso e inizio a leccarne i capezzoli, lei geme rumorosamente ed il gemito aumenta quando mi sputo sulla mano e la passo dentro la sua figa, accarezzandole prima il clitoride e poi il buco, che emana calore e liquidi in abbondanza. Scartiamo in fretta i preliminari quando con forza la giro e la incollo faccia al tavolo e, tenendole le mani dietro la schiena, inizio ad affondare ritmicamente dentro di lei che mi mostra tutto il suo piacere con gemiti sempre più rumorosi, che non fanno altro che indurire ancora di più il mio sesso.

Utilizziamo il tavolo per svariate posizioni fino a che non ci si sdraia sopra a gambe aperte. Dopo averla penetrata anche in questa posizione esco da lei, bagnato fino allo scroto, e partendo dalle labbra con il rossetto già sbavato dal pompino precedente scendo verso le altre labbra, quelle che racchiudono il suo sesso, ed inizio a baciarle come fossero quelle della sua bocca.

La bacio delicatamente e con passione, finché con le dita le apro leggermente la vagina passando tutta la mia lingua dal buco fino al clitoride. Li mi soffermo, ci gioco cambiando ritmo, sento il suo godimento aumentare insieme alla sua produzione di liquidi. Continuo passandole due dita sul buco, finché non sento il suo piacere esplodere fuori da lei bagnandomi la faccia, con le sue chiappe che si stringono e ed il bacino che si ritrae da me, come a dire “allontanati per favore, non ne posso più”. Mi chiede di metterlo subito dentro ed io non mi tiro indietro, la fotto forte e a fondo come desidera.

Lasciamo il tavolo bagnato per dirigerci in camera da letto, illuminata lievemente solo da alcune candele. Lei si sdraia sul letto sorridendo ed io mi appoggio sopra di lei, con dolcezza.

Le chiedo cosa avesse da ridere e lei mi risponde che mi legge negli occhi, che sa cosa mi passa per la mente. Io sorrido ed intanto scivolo dentro di lei, restandoci: “sei proprio sicura di conoscere i miei pensieri?” le chiedo sussurrandole vicino l’orecchio. Al ché lei, stringendo la vagina quasi ad intrappolarmi, mi chiede: “e se avessi un altro cazzo in bocca in questo momento?”.

A quella domanda mi abbandono su di lei e il mio cazzo le si gonfia come non mai al suo interno, gemiamo entrambi rumorosamente, appiccicati l’uno all’altro.

Resto qualche secondo steso su di lei in silenzio finché non mi rialzo e la scena che qualche istante prima mi stava raccontando all’orecchio mi si materializza davanti agli occhi… sto scopando mia moglie mentre succhia un altro cazzo.

Dovrei chiedermi: chi è questa persona? Come ha fatto ad entrare in casa? È sempre stato qui oppure è appena arrivato? E chi lo ha invitato? Dovrei chiedermelo ma non lo faccio, sto vedendo mia moglie nella versione più porno che abbia mai visto e non voglio di certo perdermela.

Faccio dentro e fuori da lei senza togliere lo sguardo da ciò che mi si para davanti, lei sta succhiando questo cazzo, esattamente come faceva prima con il mio, passa la lingua dalla cappella fino alle palle e poi lo riprende interamente in bocca, senza smettere di fissarmi negli occhi.

Successivamente esco da lei e mi siedo ai piedi del letto, continuando a fissare la scena. Mia moglie ci sputa sopra e poi riprende a succhiarlo, come solo lei sa fare, e so benissimo quanto stia godendo quel cazzo tanto che il mio si fa duro come il marmo tra le mie gambe. Sempre fissandomi negli occhi si stacca e fa segno all’altro uomo di sdraiarsi.

Tenendo il cazzo ben saldo in mano gli si mette sopra a cavalcioni e se lo infila iniziando a cavalcarlo. Il mio godere aumenta sentendola gemere e guardandola aumentare la velocità, conosco bene le sensazioni nello starle sotto. L’altro le prende forte le chiappe e le apre, proprio come faccio io. Vedo questo cazzo farle dentro-fuori velocemente e il suo buco del culo pulsare dal piacere. Al che mi avvicino e ci sputo sopra bagnandola per bene con le dita.

L’altro rallenta il ritmo per consentirmi di entrarle pian piano nel culo, lei fa una serie di sussulti e le chiedo se se la sente, la sua risposta è eloquente: “mettimelo dentro, fai piano ma mettimelo nel culo!”. Lentamente pure io affondo dentro di lei ed avverto di nuovo quei sussulti, accompagnati da un gemito diverso dai precedenti, di sforzo ma anche di un godimento nuovo, mai sentito prima. Lei afferra con entrambe le mani le coperte accanto alle spalle dell’altro e le stringe con forza accennando con voce esausta: “scopatemi, vi prego”. Io e l’altro non ci facciamo pregare ed iniziamo a spingere dentro di lei, sentendo a vicenda i nostri cazzi dalle pareti interne di mia moglie che gode con noi sotto i nostri colpi. Lei geme quasi sfinita, con un tono che sembra simile a un pianto, una supplica, e si appoggia esausta sulla spalla dell’altro. Così facendo io mi godo per un attimo la scena di mia moglie in doppia penetrazione dall’alto, finché non esco da lei seguito dall’altro.

Lei si sfila dall’altro e si sdraia esausta sul letto, al che le chiedo come va ma il suo sorriso assuefatto vale più di mille parole. Mi porto sopra di lei e la bacio con passione penetrandola di nuovo mentre l’altro è in piedi a lato del letto, intento a farsi una sega mentre ci osserva scopare. Dopo poco mi alzo da mia moglie, la prendo per mano e la porto al bordo del letto, lei mi guarda sorridendo e si inginocchia tra me e l’altro tenendo tra le mani entrambi i cazzi.

Ci sega entrambi e passa la sua lingua sulla punta dei due cazzi contemporaneamente finché non si concentra sul mio e, sempre segando l’altro, spalanca la bocca succhiandolo avanti e indietro. Dopo qualche secondo ripete la scena a parti inverse e così per diverse altre volte aumentando i gemiti, mentre i due cazzi si fanno sempre più duri e i brividi di godimento che ci percorrono sono ben visibili.

Ad un tratto l’altro si stacca e inizia a segarsi, io lo seguo e faccio altrettanto mentre mi moglie resta lì in mezzo, inginocchiata e con la bocca spalancata, pronta ad accogliere il nostro piacere. L’altro si esibisce in gemiti sempre più incontrollati ed inizia a muovere la mano sul suo cazzo sempre più velocemente, finché non esce un primo schizzo lunghissimo che colpisce mia moglie in faccia, ben oltre la bocca, tant’è che lei ha un sussulto ed inizia a sorridere mentre l’altro le si avvicina al viso a la riempie copiosamente di sperma su tutto il volto finché non le rimette il cazzo in bocca e lei, con piacere, riprende a succhiarlo per ingoiare tutto fino all’ultima goccia.

Queste scene sono il culmine del mio piacere, proprio come per l’altro il mio gemito aumenta contemporaneamente alla velocità della mia mano e mia moglie si stacca dall’altro giusto in tempo per ricevere pure il mio di piacere. Dopo averle schizzato in faccia le avvicino la testa per invitarla a prenderlo in bocca e così fa, succhiando ed ingoiando pure il mio sperma.

Una volta finito si alza e mi bacia, portandomi una mano attorno al collo si avvicina all’orecchio e mi sussurra: “ti è piaciuto il mio racconto? Era quello a cui stavi pensando oppure mi sbagliavo?. Io le sorrido e la bacio nuovamente, non serve darle una risposta.

Siamo solo noi due nella stanza, ma abbiamo sicuramente goduto per tre, o forse più..

Scritto da: G&R

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