Sono seduta alla mia scrivania, circondata da pile di documenti e una tazza di caffè ormai freddo. L’ufficio è un ronzio costante di telefoni che squillano e colleghi che chiacchierano. La routine è diventata la mia vita: sveglia, lavoro, casa, letto. Ripeti. Ma oggi c’è qualcosa di diverso nell’aria. È arrivato un nuovo collega e non è uno qualunque. Arriva dall’ufficio di Dubai, è affascinante, sicuro di sè e con due occhi color nocciola che ci si può perdere dentro. Si chiama Tom, è di origini giordane ma è cresciuto tra Francia e Italia.

L’ho intravisto stamattina al distributore dell’acqua e il suo sguardo mi ha fatto rabbrividire. Non è solo bello; c’è qualcosa di magnetico nei suoi occhi. Cerco di mantenere la professionalità, ma è difficile quando ogni volta che ci incrociamo nei corridoi, il mio cuore salta un battito.

È il terzo giorno di Tom in ufficio e mi ritrovo a fare di tutto per evitarlo. Ma il destino ha altri piani. Il capo ci ha assegnato un importante progetto che coinvolge le due sedi dell’azienda e ora siamo costretti a lavorare fianco a fianco. Da parte mia la tensione è palpabile: ogni sua risata, ogni suo gesto mi distrae e mi ritrovo troppo spesso a immaginare il sapore delle sue labbra, piuttosto che come far tornare i conti. Ho davvero paura che si sia accorto di come lo guardo e arrossisco quando mi fa un semplice apprezzamento sul lavoro.

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Il viaggio aziendale è una sorpresa. Una volta terminata tutta la presentazione, il nostro capo ci convoca nel suo ufficio per comunicarci che dobbiamo andare insieme a Dubai a presentare il progetto. Non ho idea di come potrà andare, ma non sono preoccupata per la riunione, ma piuttosto sul trovarmi da sola in hotel con lui.

Per l’occasione hanno scelto di prenotare due stanza in uno degli hotel più lussuosi ed eleganti della città. Durante il check-in la receptionist ci dice che, dato l’afflusso di persone in quel periodo, ci hanno assegnato due stanze comunicanti. Non posso fare a meno di pensare a quanto sia ironico che l’universo ci abbia messi in questa situazione.

Dopo una lunga giornata di riunioni e presentazioni, decido di tornare in camera. Sono stanca, ma troppo tesa per dormire. Mi verso un bicchiere di vino dalla bottiglia che ho ordinato al servizio in camera e mi siedo sul divano del piccolo salotto. È allora che sento bussare alla porta comunicante. È Tom che mi chiede se può entrare.

“Certo, entra pure,” rispondo, cercando di mantenere la calma. Tom si siede accanto a me sul divano e noto che ha in mano una bottiglia di whisky. “Ho pensato che potremmo bere qualcosa insieme, per festeggiare l’ottimo risultato del lavoro e rilassarci un po’.” Accetto il bicchiere che mi offre e bevo un sorso. Il liquido mi brucia la gola, ma sento la tensione allentarsi. Parliamo del lavoro, della presentazione, di tutto e di niente. Ma la situazione è un po’ imbarazzante e anche lui se n’è accorto. Dopo qualche bicchiere, Tom si avvicina e mi guarda negli occhi. “Sai, c’è una cosa che devo dirti,” dice, con voce bassa.

“Cosa devi dirmi?” chiedo, cercando di mantenere la calma. Tom prende un respiro profondo e poi confessa: “Ho una passione particolare. Mi piace essere dominato sessualmente dalle donne.” Resto senza parole per un momento. Non mi aspettavo una confessione del genere, ma l’idea non so come mi eccita. “E cosa significa esattamente?” chiedo, curiosa. “Significa che mi piace essere sottomesso. Mi piace che la donna prenda il controllo, che mi dica cosa fare e come farlo. Mi fa sentire libero, non devo pensare a nulla, solo obbedire.”

Ormai l’alcool ha fatto il suo effetto e mi sento del tutto disinibita, quindi mi lancio e gli chiedo “Mi stai forse dicendo che vorresti che ti dominassi?” Un lungo momento di silenzio, poi Tom annuisce e vedo il desiderio nei suoi occhi. “Sì, ma solo se ti senti a tuo agio.” Non so se è il whisky o semplicemente la cosa che mi stuzzica, ma decido di provare.

Prendo il controllo, gli dico di spogliarsi lentamente davanti a me. Lui obbedisce, rivelando il suo corpo perfetto. Lui mi dice che ha portato un giochetto che se voglio possiamo provare insieme. Gli ordino di andare a prenderlo subito. Mentre aspetto che torni dalla sua camera mi sento potente e la sensazione è inebriante. Rientra con uno strap on in manno. Non avrei mai immaginato di trovare il coraggio di usare un simile toys, ma ora mi sembra la cosa giusta da fare.

Indosso lo strap on e mi avvicino a lui. Tom mi guarda con occhi pieni di desiderio e attesa. Inizio a toccare il suo corpo, accarezzando ogni centimetro della sua pelle. Inizio a baciargli il collo, leccandolo e mordicchiandolo fino a farlo gemere di dolore. Continuo scendendo verso il suo ventre e vedo il suo cazzo diventare sempre più duro e gonfio nelle mutande. “Toccami,” gli sussurro con tono deciso. Lui inizia ad accarezzarmi il corpo, spogliandomi lentamente, mi bacia ogni centimetro di pelle e il contatto della sua bocca sulla mia mi fa venire un brivido di piacere.

“Adesso girati, voglio scoparti il culo” gli ordino, con voce carica di desiderio. Senza fiatare si mette a pecora davanti a me, io mi posiziono dietro e gli sputo sul culo. Poi inizio a penetrarlo lentamente, facendolo gemere di piacere. Controllo il ritmo, alternando movimenti profondi e superficiali, girando i fianchi per stimolare ogni suo punto sensibile. Tom si contorce sotto di me, gemendo e ansimando. “Mi piace vederti così, sottomesso a me,” gli dico, con voce carica di desiderio. Lui si gira e mi guarda con occhi pieni di gratitudine e desiderio e aggiunge “Fai di me ciò che vuoi”.

Continuo a penetrarlo, sentendo il suo corpo rispondere a ogni mio movimento. La sua eccitazione è palpabile e vedo il suo viso contrarsi dal piacere. Ormai sento che lo sto portando vicino all’orgasmo. “Vieni per me,” gli ordino e lui esplode in un orgasmo intenso, le gambe quasi gli cedono, ma io gli afferro i fianchi e gli do gli ultimi colpi, per farlo godere ancora di più. È una sensazione incredibile, vedere un uomo così forte e sicuro di sé sottomettersi completamente a me.

Dopo aver raggiunto l’orgasmo, Tom mi attira a sè e mi bacia, facendomi sdraiare accanto a lui. Sono ancora sconvolta dall’intensità dell’esperienza, ho sempre pensato di essere sottomessa a letto e mai avrei pensato che potesse eccitarmi così tanto dominare. Mentre sono assorda nei miei pensieri, Tom si alza e mi sussurra all’orecchio: “Ora è il mio turno di ringraziarti.”

Mi fa sdraiare sulla schiena e inizia a leccare ogni centimetro del mio corpo, partendo dal collo e scendendo lentamente verso il mio ventre. Sento la sua lingua calda e umida sulla mia pelle e ogni suo tocco mi fa impazzire di piacere. Quando raggiunge la mia figa, sento un’ondata di piacere invadermi. Tom lecca e succhia ogni mio punto sensibile, portandomi sempre più vicina all’orgasmo. Sento le mie gambe tremare e il mio corpo contrarsi dal piacere. Finché non esplodo in un orgasmo intenso che mi lascia senza fiato.

Dopo l’orgasmo, ci sdraiamo insieme, entrambi esausti ma soddisfatti. Tom mi guarda con occhi pieni di gratitudine e mi ringrazia per non averlo giudicato e poi aggiunge “È raro trovare donne disinvolte e sicure della propria sensualità come te, ma lo avevo immaginato dal primo momento in cui ti ho visto”. Sorrido, sentendomi potente e sicura di me stessa. Non avrei mai immaginato che lasciarsi andare ed esplorare i propri desideri senza vergogna potesse essere eccitante quanto un orgasmo.

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