Da quando sono tornata single sto cercando una nuova routine e per me che non uso le app di incontri, conoscere nuove persone è davvero difficile. Un giorno mi imbatto in un volantino che pubblicizza un corso pomeridiano di salsa. Perché no? penso. Un po’ di movimento non può farmi male e potrebbe essere un’occasione per conoscere qualcuno di interessante fuori dalla mia cerchia.
Il club di salsa è un vecchio edificio nel cuore di Milano, con pareti di mattoni a vista e un’atmosfera vagamente decadente. L’interno è un mix di moderno e vintage, con luci soffuse e un pavimento in legno scuro.
Mi iscrivo al corso senza pensarci troppo. Il primo giorno, entro nella sala principale e vedo un gruppo di persone che si muove a ritmo di musica. In mezzo a loro, c’è un manzo da paura, si avvicina a me e si presenta: Josè, sarà lui il maestro del mio corso per principianti.
È davvero un figo pazzesco: alto, con capelli e occhi scuri come la pece e un accento ispanico che ti fa bagnare subito. Indossa una camicia bianca aperta sul petto e pantaloni neri che mettono in risalto le sue gambe muscolose e anche… il suo pacco. Il suo sorriso è contagioso e il suo modo di muoversi è ipnotico.
Durante la lezione, Josè mi si avvicina per correggermi la postura: le sue mani sono calde e forti e sentirle addosso mi fa salire un brivido lungo la schiena. Si sostituisce al mio partner e mi guida nei passi, sussurrandomi all’orecchio il ritmo da seguire. Sentirlo così vicino mi fa salire un groppo allo stomaco, non riesco a ragionare e gli pesto i piedi.
Lui sorride e mi fa continuare a ballare con il mio partner, allontanandosi per andare ad aiutare altre coppie. Tornata a casa dopo la lezione non faccio altro che pensare a lui, sento ancora il suo profumo addosso e mi trovo a masturbarmi con il suo volto in mente. Per la prima volta da quando sono single sto provando interesse sessuale per un altro uomo.
Il giorno della lezione successiva, decido di arrivare al club un po’ prima, sperando di poter passare qualche minuto da sola con Josè. Lo vedo entrare negli spogliatoi e, senza esitare, lo seguo. Non so cosa mi sia preso, non ragiono più, ma non mi importa voglio seguire l’istinto.
Gli spogliatoi del club di salsa sono un labirinto di armadietti, specchi e docce. L’aria è calda e umida e l’odore di sapone e sudore si mescola in un aroma inebriante. Josè è in piedi davanti a uno specchio, intento a cambiarsi la camicia. Quando mi vede, il suo sorriso si allarga. “Lucia, che sorpresa!” esclama, avvicinandosi a me. “Sei arrivata presto.” “Sì, volevo fare un po’ di stretching prima della lezione,” mento, cercando di sembrare disinvolta.
Mi prende la mano e mi guida verso una panca. “Vieni, ti aiuto.” Mi siedo e lui si inginocchia davanti a me, iniziando a massaggiarmi le gambe. Le sue mani sono calde e forti e il suo tocco mi fa eccitare. Mi guarda negli occhi e io sento il cuore battere più forte. “Sei molto tesa,” mi dice, con un sorriso malizioso. “Dovresti rilassarti di più.” “È difficile rilassarsi con te così vicino,” rispondo, senza pensarci.
Lui ride e il suono della sua risata mi scalda il cuore e mi fa sentire un po’ più leggera. Continua a massaggiarmi le gambe, salendo lentamente verso le cosce. Il mio respiro si fa più affannoso. “Josè, cosa stai facendo?” chiedo, con un filo di voce. “Sto solo cercando di farti rilassare,” risponde, con un sorriso malizioso.
Le sue mani si fermano per qualche secondo e poi si spostano lentamente verso l’interno coscia. Senza pensarci mi sporgo in avanti verso di lui e le nostre labbra si sfiorano. Iniziamo a baciarci e la chimica tra di noi mi lascia senza fiato. Le nostre lingue si intrecciano come se si conoscessero da sempre.
“Credo che dovremmo smetterla,” dico, cercando di riprendere il controllo. “E perché?” mi chiede mordendosi divertivo un labbro e fissandomi dritto negli occhi, poi continua “Non c’è nessuno qui e io ti voglio.” Le sue parole mi lasciano senza fiato, so che è sbagliato, ma non riesco a resistere. Mi avvicino a lui e lo bacio di nuovo con passione, questa volta voglio lasciarmi andare e non tirare il freno a mano.
Le sue mani scivolano sotto la mia maglietta, accarezzandomi la pelle nuda. Sento il calore del suo tocco e il mio corpo reagisce immediatamente. Mi toglie la maglia con un gesto rapido, lasciandomi in reggiseno. Le sue dita tracciano il contorno del mio seno e io gemo lasciandolo fare. “Sei bellissima,” mi sussurra all’orecchio, prima di baciarmi il collo. Poi le sue labbra scendono lentamente, fino a raggiungere il seno, mi slaccia il reggiseno con facilità e lo fa scivolare a terra.
Le sue mani accarezzano il seno e i suoi pollici giocano con i miei capezzoli, facendoli diventare duri e sensibili. “Oh, Josè,” ansimo, abbandonando la testa all’indietro, lui mi sorride e le sue labbra si chiudono intorno a un capezzolo. Lo succhia e lo morde dolcemente, facendomi impazzire di piacere.
Le sue mani scendono lungo il mio corpo, mi slaccia i pantaloni e mi aiuta a sfilarli, lasciandomi in mutandine. Le sue dita si infilano con sicurezza sotto il tessuto, accarezzandomi la figa. Mentre mi preparavo per venire qui, non pensavo sarebbe potuto succedere questo e un po’ mi vergogno dei miei semplici slip di cotone nero, ma lui non sembra nemmeno badarci.
Mi guarda negli occhi e l’unica cosa che posso vedere è che mi desidera tanto quanto io desidero lui. “Sei così bagnata,” mi sussurra, mentre le sue dita si muovono lentamente fuori e dentro di me. Il suo tocco è delicato ma deciso, e io sento il piacere farsi sempre più intenso. Ora inizia a disegnare piccoli cerchi concentrici intorno al mio clitoride. Poi, all’improvviso, inizia a muoverle più velocemente, portandomi sempre più vicino all’orgasmo.
“Oh, Josè, non fermarti,” gemo sentendo che sto per venire. Lui mi sorride e le sue dita si muovono ancora più velocemente. Sento il mio corpo tendersi e il piacere esplodere dentro di me. Vengo con un grido di piacere, il mio corpo trema sotto il suo tocco e l’orgasmo mi scuote dalla testa fino ai piedi.
Ma non è ancora finita. Josè mi guarda negli occhi, mi prende per mano e mi guida verso una doccia, aprendo l’acqua calda. Mi spinge contro la parete e il suo corpo preme contro il mio. “Voglio scoparti,” mi sussurra all’orecchio, mentre si toglie i vestiti ormai fradici. Io annuisco, non c’è nulla che desidero così tanto. Riprende a baciarmi con passione, mentre il suo cazzo duro premere contro di me. Mi afferra per i fianchi e mi solleva sbattendomi contro la parete.
“Oh, Josè,” gemo sorpresa dalla sua foga. Poi, con un movimento deciso, mi penetra. Il suo cazzo è duro e grosso e io mi sento totalmente riempire. Inizia a muoversi, spingendo con forza e decisione. “Oh, sì… così…” sussurro mentre le sue mani mi accarezzano il corpo e le sue labbra continuano a baciarmi con passione. Sento il suo cazzo muoversi dentro di me, portandomi di nuovo verso l’orgasmo.
“Voglio sentirti venire chica” mi sussurra all’orecchio. Io annuisco, incapace ormai di parlare, e allora Josè inizia a muoversi più velocemente, spingendo con forza e deciso. Sento il suo peso addosso, mentre mi sbatte contro il muro ancora e ancora, scopandomi con passione. Non mi serve molto, è tutto così eccitante che vengo per la seconda volta, non riuscendo a trattenere un grido di puro piacere.
Il mio corpo è ancora scosso dagli spasmi dell’orgasmo mentre Josè continua a muoversi dentro di me. Sento il suo respiro farsi sempre più affannoso e il suo corpo irrigidirsi contro il mio. Le sue mani mi stringono i fianchi con forza, guidandomi nei movimenti. “Sei incredibile,” mi sussurra all’orecchio, la voce roca di desiderio. Le sue parole mi fanno sentire bellissima e desiderata. Mi aggrappo alle sue spalle, sentendo il suo cazzo affondare sempre più in profondità dentro di me.
Il ritmo dei suoi movimenti diventa frenetico, e il piacere che mi attraversa è intenso e quasi doloroso. “Non fermarti, Josè,” gemo, sentendo il mio corpo rispondere a ogni suo movimento. Le sue mani si spostano dai miei fianchi, risalgono lungo la mia schiena e si intrecciano tra i miei capelli. Mi tira leggermente la testa all’indietro, esponendo il mio collo ai suoi baci. “Adesso tocca a me” mi dice, la voce carica di desiderio.
Le sue parole mi fanno impazzire. Josè continua a muoversi dentro di me, spingendo con forza, fino a quando anche lui non raggiunge l’orgasmo. “Lucia,” geme, stringendomi forte a sé. Rimaniamo abbracciati per qualche istante, i nostri corpi ancora uniti, i nostri respiri affannosi. L’acqua calda della doccia ci avvolge.
Dopo qualche minuto, ci stacchiamo lentamente. Josè mi guarda negli occhi, e io vedo una strana luce nei suoi. “È stato incredibile,” mi dice, accarezzandomi la guancia. “Sì, lo è stato,” rispondo, sorridendo. Ci rivestiamo in silenzio, ma l’aria tra di noi è carica di intimità. Mentre usciamo dagli spogliatoi, mi rendo conto che questa esperienza mi ha cambiata. “Grazie,” gli dico, guardandolo negli occhi. “Per cosa?” mi chiede lui sorpreso. “Per avermi fatta sentire viva,” rispondo stampandogli un bacio sulla guancia. Lui mi sorride e io so che questo è solo l’inizio di una nuova avventura.