Quest’anno sono finalmente tornata a Bali da sola. A questo giro ho preso una stanza vicino alla mia spiaggia preferita, ad Uluwatu nel sud dell’isola. Sono tornata, non perché mi mancasse, ma perché sentivo che c’era ancora qualcosa da scoprire. Qualcosa che ho lasciato in sospeso, qualcosa che sentivo di dover ancora vivere su quest’isola.
E così, eccomi qua, di nuovo su questa spiaggia, con il sole che mi scalda la pelle e il rumore delle onde tutto il giorno nelle orecchie. In effetti è proprio qua che volevo essere: lontana da tutto e tutti. Da sola. Senza pensieri, ma solo vivendo le mie giornate… come voglio io, con i miei ritmi. Senza dover rendere conto a nessuno.
Sai, Bali è un luogo di contrasti: di giorno, le sue spiagge sono invase da turisti e surfisti, ma di notte, questa parte dell’isola si trasforma. Le luci si attenuano, i rumori si fanno più sommessi e l’isola diventa… più viva, viene fuori la sua parte più selvaggia. È in una di queste notti che li ho incontrati: Gede e Julia.
Non li ho cercati, sono semplicemente arrivati, un po’ come un’ondata che ti travolge quando meno te lo aspetti. E da quel momento, il mio viaggio è cambiato. Ma non voglio anticiparti troppo. Questa è una storia che deve essere raccontata con calma, un pezzo alla volta. Voglio portarti con me in questo viaggio, un viaggio che non è solo fisico, ma anche emotivo e sensuale. Chiudi gli occhi e vieni con me…
È una serata come tante altre a Bali: in spiaggia ho conosciuto delle persone che mi hanno suggerito un bar frequentato soprattutto da local, così decido di andarci. Mi guardo allo specchio prima di uscire, ho messo il vestito rosso elastico con lo spacco alto sulla coscia, mi segna abbastanza da farmi sentire “guardata”. Stasera ho voglia di sentirmi gli occhi addosso, di sentirmi bella.
Ho passato un po’ di giorni da sola e adesso ho voglia… non so bene di cosa, ma ho voglia di una serata diversa. “Basta fare la scema” mi dico guardandomi allo specchio, raccolto i capelli in una coda alta, metto pochissimo trucco sulle guance ed esco di casa.
Eccomi nel posto, suona un gruppo locale live, prendo una birra e cerco dove sedermi. Il locale è starpieno. Scelgo di chiedere a un gruppo di ragazzi se posso usare una parte del loro tavolo libero per sedermi, un po’ lo faccio apposta, per non stare sola e un po’ forse perché spero mi guardino. Sono cinque uomini tutti balinesi. Mi fanno subito spazio.
Il ragazzo che è seduto subito più vicino mi chiede il nome. “Valentina” rispondo. “Gede” dice lui. Di seguito tutti gli altri mi porgono la mano e dicono il loro nome, ma non ne ricordo neanche uno. Il rumore della musica è troppo alto e poi mi riesco a concentrare su di lui. Ha le spalle larghe, bello, con i tratti tipici dell’isola, ha il corpo ricoperto da tatuaggi, i suoi occhi e il suo modo di fare mi colpiscono. Più parla e più capisco che ha qualcosa che mi prende e che mi fa subito desiderare di avere le sue mani su di me.
Ci sa fare, non so cosa sia, ma lo sento. Da come mi guarda, direi che anche lui mi desidera. Mi dice che fa il tatuatore, hand poke, mi specifica, è il tatuaggio tipico dell’isola. “È un po’ che penso di farne uno” gli dico sorridendo e lui mi invita nel suo studio per farlo, mi da il suo contatto Instagram, lo studio si trova in un paese lì vicino…
Rialzo gli occhi dal telefono e nel frattempo accanto a lui, senza neanche chiedere il permesso, si siede una ragazza europea, con i capelli biondi e corti. Si presenta guardandomi dritta negli occhi “Julia”… è sull’isola da quasi un anno ed è una maestra di yoga. Si inserisce nella conversazione, un po’ spavalda. Senza neanche guardare Gede. È come se avesse deciso che devo essere sua quella sera, lo sento da come si atteggia, da come si pone con Gede.
Strana questa cosa, non avrei mai pensato che potesse essere così eccitante essere corteggiata da una donna…Forse è solo la mia immaginazione, o forse no. O forse spero di no. Mi piace essere al centro della loro attenzione. Iniziamo a parlare insieme, mi chiedono dove sono stata, cosa ho visto, Gede e Julia mi consigliano alcuni posti da vedere, altri dove mangiare.
Sembrano quasi fare a gara tra di loro, per raccontarmi del posto più bello dove andare… Ogni tanto si guardano, quasi con aria di sfida e comincio a pensare che già si conoscano e che tra di loro ci sia qualcosa… ma non ho voglia di indagare, voglio vedere dove mi porta la serata…
Li ascolto e guardo le loro labbra muoversi, inizio a farmi un film, non riesco a pensare ad altro. Quando qualcuno che mi piace parla, tendo a guardargli labbra e come muove le mani, cercando di capire se la scioltezza con cui le utilizza, è la stessa che userebbe su di me. L’armonia di una mano che si muove su un corpo la senti.
In questo momento non riesco a pensare ad altro che alle loro mani su di me. Entrambe. Non riesco proprio a decidere e non ne ho neanche voglia. Li vorrei entrambi… Questi sono i pensieri che mi passano per la testa mentre continuiamo a bere.
Le birre sono troppo leggere per dirmi ubriaca, eppure ad un certo punto una certa ebbrezza la sento. Tra la musica alta e quello scambio di racconti, la conversazione sul finire inizia a farsi più intensa, devo decidere. Non ricordo neanche come, ma la cosa diventa piuttosto palese: Gede mi dice che il senso di visitare altri paesi è fare esperienze locali. Annuisco, guardandolo.
Ma poi Julia dice che quella è la sua ultima sera sull’isola e che vuole rendere questa serata speciale. Si avvicina al mio orecchio e senza nemmeno troppo sussurrare mi dice che le piacerebbe scoparmi in acqua, nella spiaggia lì accanto. Me lo dice così, davanti a Gede che rimane quasi impassibile a guardare la mia reazione. Per un istante rimango senza parole, guardandoli, incapace di scegliere.
Sono al centro dei loro desideri e questa cosa mi diverte, mi eccita, ma forse mi imbarazza anche un po’ perché non so bene cosa fare… Allora Julia avvicina la sua sedia alla mia e inizia a baciarmi sul collo. E la cosa mi piace. Lentamente inizia a leccarmi fino all’orecchio. Sento subito il piacere salirmi dalle gambe fino alla testa, il cuore inizia a battere più forte, chiudo gli occhi e mi lascio andare alla sua lingua, fregandomene di tutto.
Quando poi sento la sua lingua toccare le mie labbra, l’eccitazione sale ancora di più e ricambio il suo bacio prendendola con le mani da dietro la testa… Lei inizia a fare scorrere le dita lungo lo spacco del mio vestito, salendo sempre più sù. Non ho mai sentito il piacere di essere toccata da mani femminili, il suo tocco delicato mi eccita da morire… Vorrei non smettesse, ma provo a tornare presente a me stessa, sono in un bar… e c’è Gede, che ci sta guardando.
I suoi occhi dicono tutto, vorrebbe essere lui al posto di Julia, ma si diverte a guardarci. È eccitato, almeno quanto lo siamo noi. Ha gli occhi che gli brillano. “Continuate” dice con un tono quasi provocatorio. Vuole vedere dove può arrivare il gioco e io non mi tiro indietro. Nel bar nessuno sembra fare caso a noi, tra rumore e gente che va e viene.
“O vuoi fermarti?” mi chiede Julia. Per tutta risposta prendo la sua mano e me la porto in mezzo alle cosce. Mi sussurra all’orecchio che è tutta la sera che sogna di potermi toccare. Mi sfiora le labbra da sopra gli slip, poi fa un gesto di disappunto, mi chiede di toglierli. Faccio una faccia strana, poi ci penso, ma solo per un istante, e decido di farlo. Mi alzo per andare in bagno a toglierli, e decido di camminare adagio, molto adagio. Voglio che entrambi mi guardino il culo mentre cammino e possano immaginare di prendermi da dietro.
Ci impiego veramente un istante, sono eccitata e voglio vedere fino a dove può arrivare il nostro gioco. Quando torno verso il tavolo, loro sono lì, in silenzio che mi guardano. Sento i loro occhi su di me, ad ogni passo sento che l’eccitazione sale. Mi siedo di fianco a Julia e lei ricomincia a baciarmi, con ancora più intensità, hli occhi di Gede sempre su di noi.
Sotto il tavolino lei ricomincia a salire con la mano tra le mie gambe e questa volta non si ferma, mi infila un dito dentro, “per scaldarti” sussurra. Sapere che Gede ci sta guardando rende il tutto ancora più eccitante. Vorrei sentire anche lui, vorrei sentirlo dentro di me.
Julia inizia a muovere le dita lentamente, fuori e dentro di me. Inizia a girarmi la testa. Si ferma a giocare con il mio clitoride e il mio respiro diventa subito più veloce. Potrebbe farmi venire subito, sa bene dove toccarmi. Gede continua a guardarmi fisso negli occhi, quasi impassibile. Non capisco se sia invidioso di quello che sta succedendo o solo eccitato, ma questa situazione mi sta facendo impazzire…
Sono così bagnata e Julia è così brava a toccarmi che dopo un paio di minuti di questo gioco non resisto più… trattengo un urlo nel caos del bar, mentre sento un’ondata di piacere che mi travolge e vengo con la mano di Julia tra le cosce. Vedo la faccia di Julia in estasi, deve esserlo anche la mia, lo capisco da come mi guarda.
Sorride e guarda Gede, quasi trionfante. Lui a quel punto si alza con un sorriso complice, si avvicina a Julia, le prende la testa tra le mani e la bacia: “questa me la paghi” le sussurra e guardandomi mi dice “Ti aspetto per il tatuaggio”. Poi esce dal bar. Questa è solo la prima parte del racconto di quello che è successo quest’estate. Ah, e quelle mutandine io le ho perse per sempre.
[Continua..]