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Alla scoperta di Giulia Zollino e del suo impegno nell’educazione sessuale

giulia zollino

Giulia Zollino si dedica con passione alla divulgazione di tematiche importanti e spesso misconosciute o travisate dalla società, si occupa infatti di educazione sessuale.

Attraverso piattaforme come Patreon e Only Fans, Giulia ha trovato un modo per condividere i suoi contenuti esclusivi, offrendo così un approccio moderno e diretto alla sessualità, senza tabù né pregiudizi.

Il suo impegno non si ferma qui: il profilo Instagram di Giulia è un vero e proprio spazio di condivisione aperto alla discussione, dove l’educazione sessuale e le questioni legate al femminismo sono trattate con serietà e competenza, riuscendo a toccare un pubblico vasto ed eterogeneo. Il suo approccio sui social media è caratterizzato da un dialogo costruttivo e stimolante con i suoi follower, che trovano in lei un punto di riferimento informativo, ma soprattutto un modello di ispirazione.

Recentemente, Giulia Zollino ha scritto e pubblicato un libro intitolato “Scopriti – Perché le battaglie femministe iniziano tutte dal corpo”, in cui affronta tematiche culturali di grande attualità e necessità, focalizzandosi sull’importanza del corpo femminile, non solo come dimensione fisica, ma anche come luogo simbolico di potere e di lotta.

Partiamo da una domanda semplice, ma al tempo stesso complicata, chi è Giulia Zollino?

Direi che sono una persona piuttosto curiosa e appassionata. Nella vita adoro la lentezza, il mare (anzi, l’oceano), il vento e il silenzio. Per lavoro mi occupo di sessualità, corpo e relazioni. Ho iniziato nel 2017 conducendo workshop in numerose realtà associative e scuole e poi piano piano mi sono spostata online. Al momento scrivo libri, creo contenuti sui social, organizzo retreat e workshop online.

Come definiresti il ruolo dell’educatorə sessuale nella società contemporanea?

In una parola: sottovalutato. Il nostro lavoro dovrebbe essere riconosciuto, legittimato e tutelato. Invece, ancora oggi, non esistono programmi formali di educazione sessuale nelle scuole. Eppure, l’educazione alle questioni di genere, all’affettività e alla sessualità dovrebbe essere centrale per un cambiamento culturale.

Ogni giorno con il tuo lavoro esplori la sessualità, quali sono i malintesi e i pregiudizi più comuni che ti sei trovata ad affrontare?

Beh sicuramente molte persone, soprattutto uomini, si aspettato che io sia una panterona che ha sempre voglia di fare sesso. Chiaramente non è così.

Un altro pregiudizio molto comune riguarda il significato di sesso. Per la gran parte delle persone ‘sesso’ significa rapporto penetrativo completo. Tuttavia, sarebbe opportuno ampliare la propria visione di piacere e ricordarci che il sesso va oltre i genitali e la penetrazione.

Perché secondo te c’è ancora questo senso di vergogna e pudore attorno al sesso? Cosa pensi possano fare le persone per superarlo?

L’educazione cattolica sessuofobica che abbiamo ricevuto pesa ancora tantissimo. Ci hanno trasmesso talmente tanto senso di colpa che la vergogna si è iscritta nei nostri corpi. Cosa fare per superarla? Continuare come stiamo facendo: creando un cultura sex positive.

Il tuo lavoro di divulgazione si allinea ai nostri intenti: esortare le persone a vivere la propria intimità con consapevolezza e libertà. Qual è il consiglio che daresti alla persona a te più cara per aiutarla o incoraggiarla a conoscersi meglio?

Le direi di darsi tempo. Tempo per conoscersi, esplorare, osare, comunicare. Nulla arriva dalla fretta e la frustrazione. Le direi inoltre di circondarsi di persone che stanno percorrendo un cammino simile.

In che modo piattaforme come Patreon e Only Fans hanno cambiato il dibattito pubblico sulla sessualità?

A mio parere, soprattutto OF, ha contribuito a dei grossi misunderstanding per quando riguarda il sex work. Tante persone credono sia un lavoro facile, che tutt* possono fare. Il sex work è lavoro e come tutti i lavori richiede sforzo, presenza, impegno, tempo. Inoltre, fare sex work significa scontrarsi con uno stigma gigantesco! È tutt’altro che un lavoro facile.

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Come gestisci il bilanciamento tra vita privata e l’impegno pubblico nel divulgare temi così intimi? Ma soprattutto come gestisci i casi umani e i messaggi inappropriati che ogni tanto ricevi?

Per i casi umani e i messaggi inopportuni ho creato una rubrica: Not all Dms. Ogni mese seleziono i messaggi più problematici e ci faccio un post. Questa rubrica mi ha permesso di ribaltare la questione e trarre una qualche forma di beneficio da messaggi mandati con l’intenzione di importunare o ferire. Per quanto riguarda l’equilibrio tra vita privata e impegno pubblico credo di aver trovato una quadra. E’ vero: parlo di temi personali. Tuttavia, rimangono molteplici aspetti di me che non condivido e che resteranno per sempre con me.

Il mantra di Nina è Goditela. Per noi la sessualità deve essere vissuta in maniera libera e consapevole, senza schemi o pregiudizi. Che significato ha per te Goditela?

“Goditela” ha le sembianze di una spiaggia deserta scaldata dal sole in cui poter vivere la nudità con leggerezza e gioia. Godetela significa respirare, lasciare andare, mostrarsi nella propria autenticità.

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Scritto da

Nina

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