Nina Talks · EP10

L'orgasmo è nel cervello? La scienza del piacere femminile

Con Celeste Bittoni, neuroscienziata del Padova Sex Lab

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In questo episodio di Nina Talks, Lara Dittfeld, founder di Nina, dialoga con Celeste Bittoni, neuroscienziata e ricercatrice al Padova Sex Lab dell'Università di Padova, che ha scelto di studiare una cosa rara nella scienza: il piacere.

Insieme ripercorrono cosa sappiamo davvero della risposta sessuale femminile, da Master e Johnson fino alla ricerca di oggi. Un modo diverso di guardare al desiderio e al corpo: non un organo da far "funzionare", ma una relazione da conoscere e coltivare. Un piccolo rituale di consapevolezza, prima ancora che di sessualità.

I punti chiave dell'episodio

  • Il desiderio non è un interruttore. Dopo la fase iniziale diventa "responsivo" (Basson): va attivato e coltivato. È normale, non il sintomo di una coppia in crisi.
  • Mente e corpo non vanno sempre di pari passo. Nelle donne l'eccitazione mentale e quella genitale possono essere scollegate: accedere al piacere richiede attenzione al momento presente.
  • "Vaginale vs clitorideo" è un falso mito. Il clitoride, in gran parte interno, è l'organo del piacere. Le differenze tra donne sono anatomiche, non una gerarchia.
  • Ciò che facilita l'orgasmo è mentale. Concentrarsi sulle sensazioni del corpo e restare nel presente aiuta più di ogni tecnica. E sentirsi desiderata ha un effetto diverso dal sentire che l'altro "vuole".
  • L'orgasmo nel cervello. La ricerca EEG di Bittoni cerca una firma neurale dell'orgasmo: un marcatore oggettivo per capire quali trattamenti funzionano davvero.

Il desiderio non è un interruttore

Per decenni abbiamo pensato al desiderio come a un interruttore: o c'è o non c'è. Ma la ricerca racconta un'altra storia.

Bittoni parte dai capostipiti, Master e Johnson, che negli anni '60 portarono in laboratorio la risposta sessuale umana descrivendola in quattro fasi: eccitazione, plateau, orgasmo e risoluzione. Un modello fisiologico, in cui però mancava il desiderio.

Lo introdusse Helen Kaplan negli anni '70, parlando con i pazienti. Poi Rosemary Basson cambiò lo sguardo: dopo la fase iniziale di una relazione il desiderio responsivo (il modello di Basson) non sparisce, si trasforma. Non nasce dal nulla, ma si attiva da uno stimolo: una carezza, un senso di connessione.

Non è un desiderio di qualità minore, è semplicemente diverso. Bittoni lo chiama desiderio coltivato: come una pianta, ha bisogno di essere nutrito.

Il dialogo entra poi nella differenza tra eccitazione mentale ed eccitazione genitale, che nelle donne non sempre vanno insieme. Il modello dei "freni e acceleratori" di Bancroft aiuta a capire cosa accende e cosa spegne l'eccitazione: i pensieri intrusivi, le preoccupazioni per il corpo o una stimolazione poco adeguata frenano; concentrarsi sulle sensazioni e sul momento presente accende.

È lo stesso motivo per cui, nelle relazioni lunghe il desiderio cambia e va coltivato con cura.

Il falso mito dell'orgasmo vaginale

Gli strumenti con cui misuriamo l'eccitazione femminile guardano la vagina, ma l'organo del piacere è il clitoride, in gran parte interno.

Da qui un dato di fatto che l'episodio rimarca con forza: la distinzione tra "orgasmo vaginale" e "clitorideo", eredità di Freud, non ha fondamento. Il clitoride è in gran parte una struttura interna che la penetrazione comunque attiva, e le differenze tra donne sono anatomiche, non gerarchiche, come intuì già Maria Bonaparte misurando la distanza tra glande del clitoride e ingresso vaginale.

Se vuoi approfondire come funziona l'orgasmo femminile, ne parliamo anche sul blog.

La ricerca: l'orgasmo nel cervello

Il cuore dell'episodio è la ricerca di Bittoni, la sua "pursuit of pleasure": uno studio sui fattori che facilitano l'orgasmo femminile, dove emerge che restare nel presente e sentirsi desiderata contano più di ogni tecnica, e uno sulla firma neurale dell'orgasmo tramite elettroencefalogramma, con la strumentazione portata casa per casa. Un marcatore oggettivo che un giorno potrebbe dire quali trattamenti funzionano davvero.

Il messaggio finale è semplice e potente: prima di qualsiasi farmaco viene la consapevolezza. Conoscere come funziona il proprio corpo, coltivare la relazione, risintonizzarsi con le proprie sensazioni. Perché il piacere non è una porticina separata dalla vita, ma una parte di essa da abitare.

Chi è Celeste Bittoni

Celeste Bittoni è neuroscienziata e ricercatrice all'Università degli Studi di Padova, dove è tra i fondatori del Padova Sex Lab insieme al professor Jeff Kiesner. La sua ricerca si concentra su un tema raro nella scienza: il piacere femminile e le basi cerebrali dell'orgasmo, studiate anche tramite elettroencefalogramma. Ha una formazione parallela in sessuologia e ha collaborato con i ricercatori statunitensi Barry Komisaruk e Nan Wise (Rutgers University) e con il CIMEC dell'Università di Trento.

Domande frequenti

Cos'è il desiderio responsivo?

È un desiderio che non nasce spontaneamente ma si attiva in risposta a uno stimolo: una carezza, un gesto d'affetto, una connessione emotiva o una stimolazione fisica. Secondo il modello di Rosemary Basson diventa più frequente nelle relazioni a lungo termine e non è un desiderio di qualità inferiore a quello spontaneo.

È normale che il desiderio cali dopo i primi mesi di relazione?

Sì. Dopo la fase iniziale (circa 6 mesi) il desiderio spontaneo si trasforma in responsivo. Non viene annullato, cambia forma. Celeste Bittoni lo chiama "desiderio coltivato": come una pianta, ha bisogno di essere nutrito.

Esiste differenza tra orgasmo vaginale e clitorideo?

No, è una distinzione superata, introdotta da Freud. Il clitoride è in gran parte una struttura interna che abbraccia il canale vaginale: anche la penetrazione lo attiva. Le differenze tra donne dipendono dall'anatomia, non da una gerarchia tra orgasmi.

Cosa aiuta una donna a raggiungere l'orgasmo?

Dalla ricerca di Celeste Bittoni emerge che i fattori più forti sono concentrarsi sulle sensazioni del corpo e restare nel momento presente, in linea con i protocolli di mindfulness di Lori Brotto. Contano più delle tecniche comportamentali come la respirazione o le contrazioni del pavimento pelvico.

Esiste un "Viagra femminile"?

Il Viagra, che aumenta l'afflusso di sangue a livello genitale, si è rivelato un fallimento nelle donne. La flibanserina, nata come antidepressivo, agisce invece a livello cerebrale sulla neurotrasmissione. Celeste Bittoni resta cauta: prima della farmacologia preferisce altre strategie, a partire dalla consapevolezza.

Cosa studia il Padova Sex Lab sull'orgasmo?

Il laboratorio cerca una "firma neurale" dell'orgasmo tramite elettroencefalogramma, registrando l'attività cerebrale durante la risposta sessuale. L'obiettivo è avere un marcatore oggettivo per valutare quali trattamenti, sessuologici o farmacologici, funzionano davvero.

Per approfondire


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