L’ufficio è quasi deserto a quest’ora. La maggior parte dei colleghi è già andata via, ma io e Clara siamo rimasti per finire un progetto importante. Lavoriamo insieme da anni, eppure non ho mai avuto il coraggio di dirle quanto la desidero. Lei è single, si diverte spesso a raccontare in ufficio delle sue avventure e disavventure erotiche.

E’ una donna divertente, che di base se ne frega del giudizio degli altri. Io invece sono sposato, ma questo non cambia il fatto che ogni volta che la vedo, il mio cuore batte più forte. Oggi, però, qualcosa è diverso.

Forse è il modo in cui mi ha sorriso quando ci siamo incrociati in corridoio, o forse è solo la stanchezza che mi fa abbassare la guardia. Fatto sta che quando saliamo insieme sull’ascensore, l’atmosfera è elettrica. Le porte si chiudono e l’ascensore inizia a scendere, ma dopo pochi secondi si ferma bruscamente.

Le luci tremolano e poi si spengono, lasciandoci nel buio totale. “Merda,” mormoro, cercando di non far trapelare il nervosismo. “Speriamo che si riaccenda presto.” Clara ridacchia. “Non ti preoccupare, capita spesso. L’ultima volta ci hanno tirato fuori in meno di un’ora.” “Un’ora?” ripeto, sentendo un brivido di eccitazione mista a paura. 

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“E cosa facciamo nel frattempo?” Clara si avvicina a me, e sento il suo profumo dolce e inebriante. “Potremmo parlare,” suggerisce, la sua voce è un sussurro nel buio. Percepisco nel suo tono un mix tra malizia e ironia. “Ci sono tante cose che non so di te.” “Tipo cosa?” chiedo, cercando di mantenere la calma. “Tipo perché mi guardi sempre in quel modo,” risponde lei, senza giri di parole. “Come se volessi qualcosa di più di una semplice amicizia.”

Il cuore mi batte all’impazzata. Clara ha appena messo in parole ciò che ho sempre cercato di nascondere. Sento il suo respiro vicino al mio viso, e il buio rende tutto più intenso. “Clara, io…” inizio, ma le parole mi muoiono in gola. “Non devi dire niente,” mi interrompe lei, posandomi una mano sul braccio.

“Lo so già. Lo sento.”

Il suo tocco è come una scossa elettrica. Mi avvicino a lei, fino a sentire il calore del suo corpo. “Clara, io ti desidero,” ammetto finalmente. “Da tanto tempo.” Lei rimane in silenzio per un momento, poi sento le sue labbra sfiorare le mie. È un bacio leggero, ma carico di promesse. “Anch’io ti desidero,” sussurra. “Ma non possiamo farlo qui.” “Perché no?” chiedo, la voce roca di desiderio. “Siamo bloccati, nessuno ci vedrà.” Clara esita, poi sento le sue mani scivolare lungo il mio corpo. “Hai ragione,” dice, la voce carica di eccitazione. “Nessuno ci vedrà.”

Le sue mani si fermano sulla mia cintura, e sento il suo respiro accelerare. “Voglio sentirti,” dice. “Voglio sentirti dentro di me.” Il mio cazzo si indurisce all’istante, e sento il bisogno di possederla crescere dentro di me. “Clara, sei sicura?” chiedo, cercando di mantenere un briciolo di razionalità. “Sì,” risponde lei, senza esitazione. “Lo voglio. Voglio te.”

Le sue parole mi infiammano. La afferro per i fianchi e la spingo contro la parete dell’ascensore. Lei geme, e sento il suo corpo tremare di eccitazione. Le mie mani scivolano sotto la sua gonna, accarezzando la pelle morbida delle sue cosce. Sento il calore della sua figa attraverso le mutandine, e il mio cazzo pulsa di desiderio. “Sei così bagnata,” mormoro, facendo scivolare un dito dentro di lei. Lei geme di nuovo, e sento il suo corpo stringersi intorno al mio dito. “Voglio sentirti venire.”

Clara mi afferra la cintura e la slaccia con un gesto deciso. Le sue mani si muovono veloci, liberando il mio cazzo duro e pronto. Lo accarezza con movimenti lenti e decisi, facendomi gemere di piacere. “Voglio sentirti dentro di me,” sussurra, la voce carica di desiderio. “Adesso.”

Non me lo faccio ripetere due volte. La sollevo e la appoggio contro la parete, sentendo il suo corpo caldo e morbido contro il mio. Le sue gambe si avvolgono intorno ai miei fianchi, e sento il mio cazzo entrare dentro di lei. È avvolgente e bagnata, e sento il piacere esplodere dentro di me.

Inizio a muovermi, spingendo sempre più forte. Le sue unghie mi graffiano la schiena, e sento il suo respiro accelerare. “Sì, così,” geme, la voce carica di piacere. “Non fermarti.” Le mie mani si muovono sul suo corpo, accarezzando i suoi seni, stringendo i suoi fianchi. Sento il suo corpo tremare di piacere, e il mio cazzo pulsare dentro di lei.

È una sensazione incredibile, e sento il piacere crescere sempre di più. “Voglio sentirti venire,” mormoro, aumentando il ritmo delle mie spinte. “Voglio sentirti godere.” Clara geme di nuovo, e sento il suo corpo stringersi intorno al mio cazzo. “Sì, così,” dice, la voce carica di piacere. “Sto per venire.”

Il suo corpo si tende, e sento il suo orgasmo esplodere. Le sue gambe si stringono intorno ai miei fianchi, e il suo respiro si fa affannoso. “Sì, così,” geme, la voce carica di piacere. “Sto venendo.” Il suo orgasmo mi porta al limite, e sento il mio cazzo pulsare dentro di lei. Vengo con un gemito profondo, sentendo il piacere esplodere dentro di me.

Restiamo così, abbracciati, per qualche istante, cercando di riprendere fiato. “È stato incredibile,” mormoro, accarezzandole i capelli. “Sei incredibile.” Clara mi guarda con un sorriso enigmatico. “Lo so,” dice, la voce carica di soddisfazione. “E so che lo rifaremo.”

Proprio in quel momento, le luci dell’ascensore si riaccendono e l’ascensore riprende a muoversi. Ci guardiamo negli occhi, consapevoli di quello che abbiamo appena fatto. Ci sistemiamo velocemente i vestiti, cercando di nascondere le tracce del nostro incontro.

Quando le porte dell’ascensore si aprono, ci troviamo di fronte l’amministratore delegato, chiamato dalla sicurezza. Ci guarda con un’espressione interrogativa, ma noi manteniamo la calma. “Siamo rimasti bloccati nell’ascensore,” spiega Clara, con un sorriso disinvolto. “Ma ora è tutto a posto.”

L’amministratore delegato annuisce, apparentemente convinto. “Bene, sono contento che stiate bene,” dice, prima di allontanarsi. Io e Clara ci guardiamo, e un sorriso complice compare sui nostri volti.

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