Il sole della Sardegna batte forte sulla mia pelle mentre guido la mia nuova barca a vela: un magnifico yacht di 50 piedi che ho appena comprato. Per festeggiare ho invitato due coppie di amici a passare il weekend con me. Volevo inaugurare la mia nuova bimba alla grande e godermi un po’ di relax lontano dalla follia della città.
A bordo c’è un’atmosfera rilassata: Alberto e Carlo, i miei due amici, stanno parlando di lavoro e di calcio, sdraiati sui divanetti all’ombra, mentre le loro fidanzate, Erika e Diana, si godono il sole sul ponte.
Mentre la barca si allontana dalla costa, sento il vento che mi accarezza il viso e il rumore delle onde che si infrangono contro lo scafo mi riempie le orecchie. Davanti a me ci sono solo mare e cielo. È per questo che amo la barca, perché nient’altro mi fa sentire così libero e tranquillo. In mare non contano i problemi o le preoccupazioni della terra ferma, ma solo quello che sei e che sai fare. Il mare è un giudice severo, a volte terribile e pericoloso, ma sa regalarti momenti di gioia pura, come questo.
Dopo un’ora di navigazione arriviamo alla nostra meta: una piccola caletta, irraggiungibile dalla terraferma che pochi conoscono. Getto l’ancora. Oggi l’acqua è cristallina e calda e sul fondale si scorgono banchi di pesci colorati. Alberto e Carlo decidono di fare un tuffo e approfittare della giornata per fare snorkeling, mentre io decido di rimanere a bordo con le ragazze e sistemare meglio le vele.
Erika e Diana continuano a prendere il sole sdraiate sul ponte, sono davvero sexy, hanno deciso di approfittare del luogo appartato per mettersi in topless…Continuo a lavorare godendomi questa vista da mozzare il fiato, ma è davvero difficile concentrarsi. Lo so… sono le fidanzate dei miei amici, non dovrei essere eccitato, ma non ci posso fare niente.
E poi mi stanno provocando… continuano a chiamarmi “mio capitano” e farmi complimenti. Non sembrano preoccupate dal fatto che i loro fidanzati potrebbero sentirle, anzi…la cosa pare divertirle! Quando ho finito di sistemare le vele, prendo dalle birre ghiacciate dal frigo, le porto alle ragazze e iniziamo a chiacchierare.
Per fortuna che ho gli occhiali da sole, altrimenti sarebbe troppo evidente che non faccio altro che guardargli le tette. Dopo un po’ Erika, che è la più spigliata delle due, mi chiede se posso darle una mano e spalmarle la crema sulla schiena. Agli ordini! Non me lo faccio ripetere due volte. Lei si gira sulla pancia e scosta i lunghi capelli biondi sulla spalla, rivelando il tatuaggio di una carpa giapponese che le copre metà schiena.
Così me la rende davvero difficile…Mi siedo accanto a lei e prendo la crema solare, iniziando a spalmarla delicatamente sulla sua pelle calda e vellutata. I miei movimenti sono lenti e circolari: inizio dalle spalle, cerco di scioglierle un po’ la tensione accumulata, poi lentamente scendo lungo la schiena…. Fino ai bordi del costume.
Sento la sua pelle morbida sotto le mie mani, mentre il profumo di lime e menta della crema mi avvolge completamente. Non faccio in tempo a finire, che Diana mi chiede lo stesso servizio. Mentre le spalmo la crema sulla schiena, sento il mio cazzo indurirsi nel costume, Erika se ne accorge e scoppia a ridere.
Mi prende in giro dicendomi che ci sto proprio mettendo tutto me stesso in questo massaggio. Diana si gira lentamente sulla schiena, mostrandomi il seno nudo e abbronzato, mi guarda con uno sguardo malizioso e mi chiede se posso continuare. La situazione si sta facendo sempre più eccitante. Ho un attimo di esitazione: non credo che il suo fidanzato apprezzerebbe… ma chi se ne fotte! Quando mi ricapita una situazione simile.
Continuo a spalmarle la crema: inizio dalla pancia e risalgo, facendo attenzione a non avvicinarmi troppo al seno. Salgo lungo il collo e poi passo alle braccia. Erika osserva ogni mio gesto con sguardo curioso ed eccitato, sembra quasi delusa di non averci pensato lei. La tensione sta salendo alle stelle, mi sembra che il cazzo mi stia per esplodere nelle mutande.
La voce di Diana mi riporta al presente. Mi rimprovera divertita: sto evitando il seno, ma non vuole rischiare di bruciarsi, il sole oggi picchia davvero forte. Ha ragione! Non sia mai che un così bel paio di tette si scotti per colpa mia. Prendo un altro po’ di crema e inizio a spalmarla sul seno. I miei pollici iniziano a tracciare piccoli cerchi intorno ai suoi capezzoli, che si induriscono sotto il mio tocco.
La sento sussultare, un gemito soffocato che mi fa capire che sta apprezzando il mio massaggio. Le mie mani continuano a muoversi, esplorando ogni curva del suo seno. Il mio tocco si fa più deciso, le pizzico i capezzoli, girandoli lentamente. Posso sentire il suo respiro diventare più affannoso e il suo corpo tendersi sotto le mie mani.
Sono totalmente preso dal massaggio che non mi accorgo che Erika si è avvicinata a noi. Si china accanto al viso di Diana e inizia a baciarle il collo. Diana sussulta al contatto delle labbra di Erika sulla sua pelle. “Che state facendo?” chiedo sorpreso ed eccitato al tempo stesso. Erika mi guarda divertita e mi dice di rilassarmi, non stanno facendo niente di male, stanno semplicemente giocando, poi aggiunge in tono di sfida: “non ti dispiace, vero?”. “Certo che no!” rispondo.
Di risposta iniziano a limonare… Cazzo, se è un sogno non voglio svegliarmi! Diana si mette a sedere e ricambia il bacio di Erika: è un bacio dolce e passionale, le loro lingue si intrecciano e i loro corpi si stringono. Si accarezzano il seno, il culo, la schiena… si pizzicano delicatamente i capezzoli. Sono così vicine che posso sentire il rumore umido delle loro lingue che si cercano, si succhiano.
Ad un certo punto vedo la mano di Diana muoversi verso di me. Mi afferra il cazzo attraverso il costume e inizia a massaggiarlo. Il solo contatto me lo fa venire ancora più duro. I miei amici potrebbero tornare da un momento all’altro, ma la cosa non mi spaventa, anzi… rende tutto ancora più eccitante. Con un gesto rapido Erika slaccia i nodi degli slip di Diana e poi dei suoi, rimangono entrambe nude.
Sono così belle… le piccole gocce di sudore sui loro corpi brillano illuminate dal sole. Resto seduto accanto a loro a godermi lo spettacolo privato che mi stanno regalando, sorseggiando la mia birra. Erika si sdraia e fa salire Diana sulla sua faccia.Inizia a leccarle la figa, mentre le sue mani continuano a giocare con il seno e i capezzoli. Non riesco a credere a quello che sta succedendo, mi sembra di essere in un film.
Le due continuano a giocare, poi Diana si accorge che la sto fissando e mi fa segno di avvicinarmi. Mi alzo e mi avvicino. Diana mi abbassa il costume, liberandomi finalmente il cazzo. È fottutamente duro…Diana lo prende delicatamente tra le mani e inizia a massaggiarlo, poi, si sputa sul palmo e riprende a masturbarmi. La situazione è surreale ed estremamente eccitante.
Erika continua a leccare la figa di Diana, mentre lei mi fa avvicinare ancora di più e mi prende il cazzo in bocca. Inizia a succhiarmelo con avidità, come se non aspettasse altro. Erika aumenta il ritmo con cui sta leccando la figa di Diana. Lo capisco perché quasi soffoca gemendo con il mio cazzo in bocca, ma nessuna delle due ha intenzione di fermarsi.
La mano di Diana si muove lungo il mio cazzo seguendo il ritmo della bocca, mentre la lingua disegna piccoli cerchi intorno al frenulo. Le afferro la testa per spingere il cazzo ancora più a fondo, sembra piacerle. Intanto Erika le succhia e le morde delicatamente il clitoride, mentre allunga una mano e le afferra le tette. Fanculo, non credo di resistere ancora per molto, Diana lo capisce e accelera i suoi movimenti, massaggiandomi delicatamente le palle con le mani.
Non capisco più niente: cerco di trattenermi, vorrei che questo momento durasse per sempre. Poi sento il morbido dito di Diana avvicinarsi al mio ano e penetrarlo dolcemente. Dio…sì! Vengo …Vengo! Diana ingoia tutto, recuperando con la lingua l’unica goccia di sperma che le era sfuggita sulle labbra. Mi guarda soddisfatta e poi torna a concentrarsi sul suo piacere.
Mentre mi riprendo vedo che Diana si alza dalla faccia di Erika, non hanno ancora finito. Diana si gira, sdraiandosi sopra l’amica in una sessantanove. Erika ride e riprende a leccarle la figa, mentre Diana si inumidisce le dita per penetrarla. Si leccano, si mordono e si penetrano, non importa che i fidanzati da un momento all’altro potrebbero tornare. Loro sono completamente concentrate sul loro piacere.
Sono così fottutamente sexy che il mio cazzo torna duro: provo ad avvicinarmi per assaggiare il sapore delle loro fighe, ma Diana mi scansa con una mano. È il loro momento… e io posso solo osservare. Improvvisamente, sento dei rumori provenire dall’acqua: Alberto e Carlo stanno tornando dalla loro sessione di snorkeling. Le due donne si fermano di colpo, guardandosi intorno con aria preoccupata. “Non preoccupatevi”, cercando di rassicurarle. “Sono troppo lontani per vedere quello che sta succedendo”, mi sorridono riconoscenti e tornano l’una alla figa dell’altra.
Il rischio di essere scoperte in questa posizione le eccita moltissimo. I loro movimenti si fanno più intensi e veloci e dopo pochi secondi sento Erika godere, un gemito soffocato dalla figa dell’amica, trema e trattiene un urlo di liberazione. Diana si solleva lasciando Erika a godersi la scarica di adrenalina dell’orgasmo. Inizia a masturbarsi da sola, a pochi centimetri dal viso di Erika e in un paio di secondi viene. Dio se è uno spettacolo eccitante!
Sento Alberto e Carlo gettare le maschere e le pinne sulla barca e salire dalla scaletta posteriore. Recupero velocemente il costume e me lo infilo, mentre le due ragazze si rivestono, vado a salutare i miei amici. Dicendogli di scendere in cambusa per recuperare delle ottime birre fresche. Non sospettano minimamente quello che è successo mentre erano via e quando raggiungono le fidanzate sul ponte le trovano in topless a godersi il sole.
Io riprendo il mio posto al timone e inizio a issare l’ancora, dobbiamo raggiungere il porto e il vento sta salendo. Mentre raggiungo la prua per recuperare l’ancora, con la coda dell’occhio noto che nella fretta Erika e Diana si sono scambiate il pezzo sotto del costume. Rido tra me e me, quello che è appena accaduto rimarrà un piccolo segreto tutto nostro. Mentre veleggiamo verso il porto, penso che non poteva esserci modo migliore per inaugurare la mia barca nuova.