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Orgasmi multipli in aula

La scuola era deserta, un silenzio surreale aleggiava nei corridoi. Le luci erano spente, solo qualche raggio di luna filtrava dalle finestre, illuminando le aule vuote. Io, però, ero lì, in un’aula in attesa di lui.

Avevo un’ora di tempo prima che il custode facesse il suo giro di chiusura. Un’ora per vivere una fantasia proibita, un’ora per giocare con il fuoco. L’adrenalina mi correva nelle vene, mentre cercavo di cogliere ogni minimo rumore.

Indossavo una semplice gonna nera, una camicia bianca e un paio di tacchi alti. Niente di troppo appariscente, ma comunque abbastanza per sentirmi sexy e desiderabile. Nella borsa, però, avevo l’accessorio perfetto per la serata: un giocattolo che avrebbe reso questo incontro ancora più piccante.

Lui era in ritardo. Mi sentivo nervosa, ma allo stesso tempo eccitata. Ogni secondo che passava sembrava un’eternità. Il mio cuore batteva forte, mentre le mie mani sudavano. Mi chiesi cosa avrei fatto se qualcuno ci avesse scoperti.

Finalmente, sentii dei passi nel corridoio. Era lui. Il mio respiro si fece affannoso, mentre le mie mani stringevano la borsa. Lui entrò nella stanza, chiudendo la porta alle sue spalle. Il suo sguardo mi percorse da capo a piedi, facendomi sentire nuda.

“Sei pronta?” mi chiese, con un sorriso malizioso stampato sul volto. Annuii, incapace di parlare. Si avvicinò, le sue mani scivolarono sui miei fianchi, accarezzandomi il corpo con movimenti dolci e decisi.

Il suo tocco mi fece rabbrividire. Sentivo il mio corpo rispondere ai suoi stimoli, mentre il mio desiderio cresceva sempre di più. Mi baciò, un bacio passionale, che mi lasciò senza fiato.

Le sue mani iniziarono a sollevarmi la gonna, mentre le mie si aggrappavano alla sua camicia. Volevo sentirlo, toccarlo, possederlo. Lui mi spinse contro il muro, la sua erezione premeva contro di me, facendomi gemere di piacere. Il mio respiro si fece sempre più affannoso e sentivo il mio corpo bruciare di desiderio. Lui mi guardò negli occhi, mentre le sue mani si infilavano nelle mie mutandine. Io inizia a gemere quando le sue dita presero a giocare con il mio clitoride.

“Ti piace?” mi sussurrò all’orecchio. Annuii, incapace di parlare. Lui sorrise e continuò a stuzzicarmi. Il mio corpo si contorceva di piacere. Improvvisamente si fermò. Mi guardò, con un sorriso malizioso stampato sul volto. “È ora di usare il tuo giocattolo” mi disse, porgendomi la borsa. La aprii con un misto di eccitazione e nervosismo. Lui mi guardava con gli occhi pieni di desiderio. Tirai fuori un vibratore rosa, dalle forme sinuose e invitanti.

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Lui lo prese in mano, accarezzandolo con gesti lenti e sensuali. Io lo guardavo, mentre sentivo il mio desiderio crescere sempre di più. Con un sorriso malizioso stampato sul volto mi disse “Vediamo se è all’altezza delle tue aspettative” e poi lo accese.

Il ronzio del vibratore riempì la stanza, facendomi rabbrividire. Lui si avvicinò, le sue mani scivolarono sul mio culo, mentre il vibratore si avvicinava sempre di più al mio clitoride.

Il contatto mi fece gemere di piacere. Iniziò a muoverlo con gesti esperti, prima avvicinandosi al mio clitoride e poi allontanandosi. Il mio respiro si fece sempre più affannoso, mentre sentivo l’orgasmo avvicinarsi. Lui continuava a stimolarmi, mentre il vibratore mi portava sempre più vicina al piacere.

Improvvisamente, lui si fermò, non capivo cosa volesse, poi mi fece segno di girarmi. Io obbedii, mentre sentivo il mio cuore battere forte.

Mi sollevò la gonna e mi fece appoggiare alla cattedra dell’aula, intanto con il vibratore tornava a stuzzicarmi prima il culo e poi il clitoride. Non riuscii a trattenere un gemito quando iniziò a penetrarmi con il toys. Lentamente, con grande abilità iniziò a muoverlo. Avanti e indietro, ancora e ancora. Aumentando lentamente la velocità. Allungò la mano libera per massaggiarmi il clitoride. Una doppia stimolazione che mi fece perdere quasi il controllo. Stavo per venire.

Ero quasi sul punto di godere quando lui si fermò, mi sorrise e si abbassò i pantaloni. Il suo cazzo era duro, pronto per me. E io non vedevo l’ora di provarlo.

Tolse il vibratore da dentro di me e lo posizionò dove prima stava la sua mano, per continuare a massaggiarmi il clitoride. Sentivo il suo cazzo duro premere contro il mio sedere. E finalmente mi prese.

Quando il suo cazzo iniziò a muoversi dentro di me, non riuscii più a trattenere i gemiti. Lui continuava a penetrarmi e intanto con il vibratore mi stimolava il clitoride. Io urlai di piacere.

Per farmi godere ancora di più iniziò a muoversi più velocemente e io non potevo fare altro che aggrapparmi ai bordi del tavolo per resistere. Il mio corpo si contorceva di piacere, e lui, con ogni spinta, entrava sempre più a fondo.

Il mio respiro si fece sempre più affannoso finché sentii l’orgasmo esplodere dentro di me. Iniziai ad ansimare e il mio corpo si contorse di piacere. Lui continuò a muoversi, mentre io mi abbandonavo totalmente al piacere.

Dopo poco, anche lui raggiunse l’orgasmo e io sentii il suo cazzo pulsare dentro di me. Poi si fermò e spense il vibratore. Mi fece alzare e mi baciò con trasporto.

Ci guardammo negli occhi, mentre il nostro respiro si calmava. Il sudore ci colava sul corpo e potevamo quasi sentire i nostri cuori battere all’unisono.

Continuammo a baciarci, un bacio lento e passionale. Le sue mani accarezzavano il mio corpo, facendomi capire che con me non aveva ancora finito. Mi fece sedere sulla cattedra dell’aula, poi si inginocchiò davanti a me. Il divertimento era appena cominciato.

Le sue mani ripresero ad accarezzarmi le gambe e la sua bocca a baciarmi le cosce, poi lentamente la sua lingua iniziò a leccarmi ogni centimetro di pelle, fino ad arrivare al clitoride. Lasciai andare un sospiro di piacere e il mio corpo tornava a godere ancora.

Senza staccarsi iniziò a penetrarmi con il dito, mentre gemevo di piacere. Lo muoveva con gesti lenti e sensuali. Io mi aggrappai a lui, ogni parte di me rispondeva automaticamente ai suoi stimoli. Lui aggiunse un altro dito. Continuava a stimolarmi, mentre sentivo che stavo per venire di nuovo, non voleva fermarsi, voleva che io godessi come mai prima e lo lasciai fare, abbandonandomi completamente al piacere. Ma quello fu solo l’inizio di una lunga serie di orgasmi che decise di darmi quella notte.

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