Autoerotismo femminile: è ancora un tabù parlarne?

Ci sono ancora troppi tabù sulla autoerotismo femminile, come se fosse OFF LIMITS, OFF TOPIC, OFF LIFE. Eppure, è alla base di tutto: della scoperta del nostro corpo e del possibile legame chimico che andremo poi a trovare con un altro corpo. La psicoanalisi l’ha definita una delle fasi naturali della vita sessuale, eppure non se ne parla quasi mai, neppure tra amiche.

samantha jones

L’importanza dell’autoerotismo femminile: MAY SAMANTHA JONES BE WITH YOU!

Forse in 35 anni di vita ho avuto modo di parlarne solo con due amiche e 35 anni non sono pochi.

Questo per renderci conto di quanto sia spesso imbarazzante per molti parlarne, è difficile anche per me se ho davanti qualcuno che fatica anche solo a parlare di orgasmi, figuriamoci di orgasmi “a tu per tu”, come se nessuno l’avesse mai fatto, come se fosse una pratica innominabile, sporca, sconcia.

Eppure è stato meraviglioso parlare di vibratori, della scelta migliore da fare e dell’esplorazione dei nostri piaceri: mi ha fatto sentire a mio agio, mi ha fatto sentire normale, leggera, quasi un “cavaliere senza macchia e senza paura”.

Ricordo ancora le prime volte: cavalcate notturne su cuscini o nelle rare volte in cui riuscivo ad essere sola in bagno, in una casa sempre piena di gente, provavo a cercarmi sotto la doccia. Eppure toccarci non è stato immediato, è stata una ricerca che ha avuto bisogno del suo tempo e forse del MIO permesso, perché nessuno mi ha istruito in merito, per quanto avessero all’epoca addirittura istituito a scuola l’ora di “educazione sessuale”, era un po’ come vedere la raccolta de “Il corpo umano”: nessuno ti dice che puoi toccarti, puoi cercare il piacere da sola, anzi DEVI perché così inizi a prenderti cura del tuo istinto a 360 gradi.

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E poi quando acquisisci più consapevolezza e cala l’asticella dell’imbarazzo inizi a farlo anche in coppia, quasi come fosse uno show a cui ti fa piacere che qualcuno assista: la TUA performance unica, con gli spettatori che hai messo TU in lista, nel TUO serrato privé!

Anche perché, diciamoci la verità, non è un mondo di soli “stalloni” e la chimica con un partner non è sempre immediata e a me (purtroppo) è capitato di avere del sesso così triste da farmi pensare che fossero meglio le mie dita. Così come, quando magari conosci qualcuno e inizi a fantasticarci su o magari c’è stato già qualcosa ma per qualche sfigatissimo motivo non ce l’hai più davanti (e addosso!) non ti resta che… consolarti!

L’accettazione del nostro istinto sessuale, la necessità di esplorare il piacere e raggiungerlo, giocarci, immergerci per poi venirne fuori vittoriosi e sorridenti, è solo il primo passo verso la serenità. E se vi può far sentire meno sole: il primo dildo della storia è stato ritrovato nel 2005 in Germania: un fallo di pietra (sì, p i e t r a, altro che Silicon Valley!) risalente a circa 28 mila anni fa!

Quindi vi auguro che sia Samantha Jones il vostro guru e la vostra ispiratrice e allontani ogni pensiero di imbarazzo!

Claudia L.

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