Con Marta Santomauro, libraia e fondatrice di Lato D
Nina › Podcast Nina Talks › I libri riaccendono il desiderio?
In questo episodio di Nina Talks, Lara Dittfeld, founder di Nina, dialoga con Marta Santomauro, libraia e fondatrice di Lato D, la libreria indipendente milanese dedicata al desiderio, al corpo, alla sessualità e alle relazioni.
Non un episodio sui libri in sé, ma su come le persone si avvicinano al desiderio attraverso la lettura: perché un luogo fisico dedicato al piacere femminile riesce a fare qualcosa che un post su Instagram non può, cosa cercano davvero le donne (e non solo) che varcano la soglia di Lato D, e perché oggi è più difficile del previsto trovare letteratura erotica che abbia davvero valore letterario.
Marta Santomauro fa la libraia da molti anni. Ha lavorato a lungo in una libreria indipendente che amava, ma dietro c'era sempre, sottotraccia, il desiderio di un luogo che raccontasse la sua storia. È successo durante il lockdown: la distanza forzata tra i corpi le ha fatto percepire qualcosa di più esteso, un bisogno di un posto dove parlare di desiderio, sessualità e amore che andava oltre l'emergenza sanitaria.
Il progetto è nato tra amiche, "davanti a delle birrette", smontando e rimontando teorie senza avere un luogo dove farle diventare davvero cultura. Da lì, insieme a Giulia Tettamanti e Anna Francesca Ghezzi, Santomauro ha fondato quella che sarebbe diventata Lato D, la libreria indipendente milanese dedicata al desiderio.
Chi entra a Lato D non ha un profilo unico: c'è chi arriva guidata da una sessuologa o una psicologa, in un percorso per riconnettersi col proprio desiderio, e trova in libreria uno spazio dove non deve vergognarsi di chiedere. Il pubblico ideale, dice Santomauro, sono donne tra i 30 e i 45 anni, ma gli uomini non mancano - ed è una cosa di cui è felice, perché coinvolgerli nel dialogo sulla sessualità resta più difficile. Su TikTok, il pubblico si è anche abbassato d'età, restando comunque prevalentemente femminile.
Il punto centrale del dialogo è perché un luogo fisico conti ancora, in un momento in cui la divulgazione online sulla sessualità è ovunque. Per Santomauro serve una matrice comune per poter parlare di certe cose, e un negozio fisico permette di superare barriere che un post da solo non supera: una serata con una sessuologa, una scrittrice erotica o un urologo che porta la propria competenza di persona, in un ambiente percepito come sicuro. Da lì si esce con un libro, uno strumento in più per capire davvero - non solo credere di sapere - come funziona il proprio rapporto col corpo e col desiderio.
Questa idea di immaginario come pilastro del desiderio è la stessa che guida la Triade Nina: corpo, immaginario e presenza si coltivano, non si accendono da sole.
Per Santomauro l'immaginazione ha un valore enorme, ma va coltivata: come società abbiamo perso in parte il contatto con le nostre fantasie, e la letteratura è uno degli strumenti che aiuta a ricostruirlo. La vera sfida, dice, non è solo avere fantasie, ma renderle collettive: togliere la vergogna dal fatto di desiderare ed esprimere le proprie fantasie, farne un discorso narrativo condivisibile - in contesti protetti - invece che qualcosa da tenere nascosto. Per lei, un cambio di immaginario condiviso può diventare, nelle sue parole, "quasi un cambiamento sociale".
Un punto importante che emerge dal dialogo: una fantasia non deve corrispondere a un desiderio reale di agire per essere legittima. Resta nella testa, e il giudizio su di essa non dice nulla su chi sei come persona.
Alla domanda su cosa succede oggi nella letteratura erotica, oltre ai classici capostipiti - Santomauro cita Anaïs Nin e Henry Miller - la risposta è meno scontata del previsto: nonostante un'enorme produzione, in particolare il filone romance/"spicy" che ha un pubblico anche molto giovane, trovare libri con un reale valore letterario in libreria non è affatto semplice. Una parte del problema, per Santomauro, è strutturale: molta narrativa del genere nasce come prodotto "commissionato", un sistema diverso da quello della scrittura letteraria.
Nel dialogo emerge un parallelo che attraversa cinquant'anni: le raccolte di fantasie sessuali reali di donne raccolte da tutto il mondo - il filone che parte da Il giardino segreto di Nancy Friday (1973) fino alle riletture più recenti dello stesso genere. Per Santomauro il valore di questi libri non sta solo in cosa contengono, ma nel gesto stesso: tenere tra le mani i desideri di donne di tutto il mondo dà il permesso di dire "posso desiderare e fantasticare anch'io", senza che nessuno giudichi. Il fatto che l'energia di queste fantasie sia rimasta pressoché identica in cinquant'anni, per Santomauro, dice più sulla società che ha imparato a reprimerne la percezione che sulle fantasie stesse.
Marta Santomauro è libraia da oltre un decennio e fondatrice, insieme a Giulia Tettamanti e Anna Francesca Ghezzi, di Lato D, la libreria indipendente milanese dedicata al desiderio, al corpo, alla sessualità e alle relazioni (zona Paolo Sarpi). Il progetto nasce nel 2021 come associazione culturale e diventa negozio nel 2023.
Lato D è una libreria indipendente di Milano dedicata al desiderio, al corpo, alla sessualità e alle relazioni. Nasce nel 2021 come associazione culturale fondata da Marta Santomauro con Giulia Tettamanti e Anna Francesca Ghezzi, e diventa una libreria fisica nel 2023.
Secondo Marta Santomauro l'immaginazione ha un valore enorme ma va coltivata: come società abbiamo in parte perso il contatto con le nostre fantasie. La letteratura è uno degli strumenti più efficaci per ricrearlo.
Significa condividerle senza vergogna, in contesti protetti, trasformandole da segreto individuale a discorso narrativo condivisibile. Per Santomauro è il passaggio che toglie il giudizio e costruisce un immaginario comune.
No. Una fantasia è legittima di per sé, resta nella mente e non implica necessariamente la volontà di realizzarla. Il giudizio su una fantasia non dice nulla su chi si è come persona.
Sì, secondo Marta Santomauro: nonostante l'enorme produzione di romance e narrativa "spicy", i libri con un reale valore letterario restano difficili da trovare. La radice letteraria del genere, per lei, parte da autori come Anaïs Nin e Henry Miller.
Il pubblico ideale sono donne tra i 30 e i 45 anni, ma il pubblico maschile non manca. Su TikTok, il canale ha raggiunto anche un pubblico più giovane, prevalentemente femminile.
Se questa conversazione ti ha fatto venire voglia di dare più spazio alla tua immaginazione, su Nina il percorso continua con racconti sensuali, meditazioni e audio pensati per riattivare il desiderio.
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