PIÙ IL DESIDERIO È FORTE, MAGGIORE È IL PIACERE

PIÙ IL DESIDERIO È FORTE, MAGGIORE È IL PIACERE

Confessioni erotiche femminili:
È dunque vero che l’attesa aumenta il piacere?

confessioni erotiche femminili

L’ho desiderato a lungo, l’ho desiderato molto. Ho cominciato a desiderarlo senza neanche accorgermene. Occhiate, battute, provocazioni, ma sempre tutto con quel senso di “ma l’ha fatto davvero o me lo sono sognato?”

Ho sempre trovato eccitanti i flirt lavorativi. Peccato che, questa volta, ad aver attirato la mia attenzione fosse la persona meno indicata in assoluto. Odio i cliché, eppure ecco che mi ci sono ritrovata dentro fino al collo: io, stagista; lui, capo. E ancor peggio: lui, sposato. Non condanno il tradimento, ma è una scelta che ho sempre preso per me stessa: se voglio tradire il mio partner, lo faccio, ma non mi sognerei mai di mettere gli occhi sull’uomo di un’altra donna. Non mi permetterei mai di mettermi in mezzo a una relazione, brutta o bella che sia. Eppure…

Odio i cliché, eppure ecco che mi ci sono ritrovata dentro fino al collo: io, stagista; lui, capo.

Lui è il classico freddo, distaccato, austero. Quello che ti guarda e senti che ti si brinano i peli delle narici. Quello che sembra anche un po’ bacchettone, tutto famiglia e lavoro. Eppure se ti soffermi un po’ più a lungo noti una breccia. È un attimo, è una sensazione che se ti giri di fretta svanisce: intuisci che c’è molto di più in lui. Quel muro cementificato di freddezza e distacco nasconde un qualcosa di brutale e animalesco. Mi incuriosisce. E non faccio niente per evitarlo: in fondo, è solo una fantasia. Non mi passa neanche per l’anticamera del cervello che possa, in qualche modo, concretizzarsi.

Non me ne accorgo quasi del momento in cui le mie occhiate vengono ricambiate. Mi crogiolo nella convinzione che non potrà mai accadere nulla tra me e lui, quindi non significa niente che a fine pausa pranzo ritarda per parlare da solo qualche minuto in più con me. Non ci vedo niente di male in quei dispetti che mi fa: mi tira un calcetto quando passa, mi lancia un pezzo di carta addosso, mi schizza con le mani bagnate d’acqua.

Quindi, stiamo flirtando? Beh, che male c’è, un flirt non lo si nega a nessuno. E non è niente di scorretto, alla fine rimane tutto ad un piano virtuale, no? Un flirt è dirsi “ti scoperei” ma è non farlo mai.

Un flirt è dirsi “ti scoperei” ma è non farlo mai.

Ed ecco che mi tuffo in quella dolce agonia, quel volerlo fare mio a tutti i costi, ma sapere che tanto mio, lui, non sarà mai. È quella partita che non vuoi vincere, ma che vuoi giocare. È tutto così estremamente eccitante che quando mi si avvicina sono senza controllo, mi comporto da civetta lasciva, e ogni parte del mio corpo sembra urlare “prendimi, fa di me ciò che vuoi, sono tua!”.

Capita che torniamo a casa insieme, delle volte. Quel giorno aveva fame, e lo accompagno a prendere una cosa, uno sfilatino alle olive. Me lo offre: comincia questo gioco in cui lui stacca oliva per oliva dal pane, e me la porge. Percepisco una sorta di vibrazione: l’ultima non me la passa, me la mette direttamente in bocca. Il mio corpo risponde con naturalezza a questa provocazione: gli lecco le dita della mano, e mentre lo faccio lo guardo dritto negli occhi. È così che ci salutiamo. Io sono così elettrica che potrei friggere un chilo e mezzo di merluzzo.

Siamo nuovamente sulla strada di ritorno insieme. Siamo in metropolitana. Lui è a telefono con un cliente. Io sono assorta. Di nuovo quella vibrazione: nel bel mezzo della chiamata, lui allunga una mano e comincia ad accarezzarmi il collo e la guancia. Il mio corpo, questa volta, mi tradisce: arrossisco come una ragazzina. Questa cosa sembra compiacerlo, forse anche eccitarlo, tanto che me lo fa notare scostando il telefono dalla guancia: “sei arrossita”. Ah, se si potesse ripetere all’infinito quel momento preciso in cui realizzi che la cosa su cui hai fantastico per mesi sta per succedere davvero, è lì lì, ma non ancora. È quasi straziante da quanto lo desideri.

È quasi straziante da quanto lo desideri.

Attacca il telefono. Succede tutto così in fretta: ci guardiamo, ci avviciniamo, ci baciamo. O, meglio dire, lui mi bacia. Mi prende, ed è solo quando effettivamente le nostre labbra si toccano che finalmente capisco e realizzo: anche lui ha desiderato questo momento per molto tempo. È un primo bacio che ha davvero un buon gusto.

Mi presento in ufficio molto presto, so di trovarlo solo. Entro, lo saluto e mi siedo alla mia scrivania. Conto i secondi: 10, 9, 8… e si alza e viene dietro di me. Mi bacia il collo, mi prende per le spalle. Mi fa alzare dalla sedia. Siamo in piedi, uno di fronte all’altro, nel mezzo dell’open space che condividiamo con altre venti persone che di lì a poco sarebbero arrivate per iniziare un’altra giornata lavorativa. Ci baciamo, ci tocchiamo. Lui mi abbassa i pantaloni, e mette la faccia tra le mie gambe: quasi mi commuovo. Quando capita che, la prima volta, sia lui a mettersi in ginocchio e non viceversa? Si alza, e mi bacia con ancora più foga di prima. Gli chiedo, all’orecchio: “quando mi scopi?”. Lui non esita nel dirmi: “anche ora”. Mi prende, mi butta sulla scrivania più vicina, si abbassa i pantaloni e mi penetra per la prima volta: sono così eccitata che non ricordo neanche più chi sono. Mi piace lui, mi piace quello che fa: è un uomo a tutti gli effetti, riesce a tirar fuori quel desiderio inconscio di farmi possedere, di farmi usare. So di essere in sua completa balia, e questa perdita di controllo mi fa eccitare oltre l’estremo.

Con un perfetto tempismo ci stacchiamo l’uno dall’altra. I miei colleghi arrivano in ufficio, e quasi mi infastidiscono: come fanno a sedersi ignari alle loro scrivanie, quando qui poco fa è successa quella cosa che se solo ci ripenso ho tutti i brividi per la schiena? Non percepiscono l’elettricità che c’è nell’aria? Non vedono come sono spettinata e rossa? L’unico a capirmi è lui, che quando mi incrocia mi lancia quello sguardo complice e divertito che mi fa pensare che non vedo l’ora di rifarlo, rifarlo e rifarlo ancora.

 

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Nina parla di sessualità al femminile, in tutte le sue sfumature. Venti donne hanno condiviso con noi le loro fantasie erotiche più segrete, che sono diventate un piccolo libro. 

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