Lei

di Ivan

perdere la verginità senza sangue

Quel giorno la pioggia scendeva incessante, rigando i vetri dell’ufficio, erano ormai le diciotto passate, l’azienda silenziosa e vuota sembrava quasi dormiente; mi mancava un’ora di lavoro circa per concludere quella dannata consegna e poi mi sarei abbandonato al meritato weekend.

Decido di uscire dall’ufficio per un ultimo e veloce caffè quando proprio alle mie spalle sento un cigolio sinistro di porta accompagnato da una dolce voce che mi chiama, è Lei, quella collega/ amica che conosco da anni ma mai ho avuto il coraggio di invitare a bere qualcosa, vuoi per insicurezza, per le mille cose per la testa…e perchè lei è chiaramente troppo per me!

Ed eccola lì proprio davanti a me, perfetta come sempre, con occhi scuri e profondi, capelli castani e lisci, un corpo curato e tonico in ogni suo punto, di quelli da far girare lo sguardo a tutti al suo passaggio. Mi offre il caffè, parliamo, flirtiamo tra sguardi e leggeri tocchi delle mani per passarci il caffè fino a salutarci e a tornare nei nostri rispettivi uffici.

Non ho neanche il tempo di sedermi alla scrivania che un fulmine mi fa sobbalzare e neanche a dirlo poco dopo fa scattare la corrente. Maledizione, ancora un’ora di lavoro e avrei finito! – penso tra me e me. Dopo qualche imprecazione vedo la porta dell’ufficio aprirsi e nell’oscurità la intravedo, mi chiede cosa possa essere successo e poi si avvicina alla mia scrivania senza neanche aspettare la mia risposta, come se avesse uno scopo ben preciso nella sua testa e ci si siede sopra. Il mio sguardo, manco a dirlo, finisce sulle sue cosce e Lei lo nota subito, Lei è sveglia, lo nota sempre, sa di piacermi, sa di avere sempre i miei occhi su di lei, sa che la spoglio con ogni mio sguardo.

Sorride maliziosa, mi scopre, ed io inizio a prendere coscienza della cosa, forse gli piaccio e armato di coraggio gli sfioro la mano con la mia, lei non la ritrae, la apre e le nostre dita si intrecciano e solo allora con l’altra caparbia mano inizio ad accarezzarle la coscia. Soda e allo stesso tempo morbida, la palpo stringendola lentamente con la mia mano calda, a Lei tutto questo piace e poco dopo scende dalla scrivania, mi prende le mani, me le appoggia sui suoi stretti fianchi e si mette a cavalcioni sopra di me.

Il mio cuore inizia a battere a mille, inizio ad avere caldo fino a quando le nostre labbra iniziano ad avvicinarsi, si sfiorano, e poco dopo iniziamo a baciarci e ad intrecciare le nostre lingue senza più il minimo freno! Le sue labbra sono piacevolmente morbide, sento il suo profumo, percepisco la sua voglia e lei percepisce la mia certamente da quando è seduta sopra di me.

Le mie mani scendono su quel bel sedere sodo, quante volte ho immaginato di toccarlo e sentire come fosse, ed ora lo posso palpare e cingerlo con entrami le mani; senza indugi la tengo stretta a me, Lei di risposta inizia a muoversi con il bacino e tutto questo porta ad una forte reazione, lo sente e inizia a gemere dolcemente strusciandocisi sopra.

Le mie labbra hanno ormai assaggiato la sua bocca, la sua lingua, il suo collo e preso dalla foga gli strappo la camicetta bianca, abbasso il reggiseno e mi riempio la bocca dei suoi piccoli seni, assaporo i suoi capezzoli duri e turgidi con la lingua, li bagno e glieli succhio con estrema passione e questo la porta a produrre dei gemiti soffocati per paura di fare troppo rumore ma al contempo facendomi salire l’eccitazione a mille!

Poco dopo si alza con i seni ancora in bella vista e decide di slacciarmi la cintura, mi ordina di alzarmi e con tanta fretta mi abbassa i pantaloni. Lui è li, duro come il marmo, pronto ad esplodere, tutto per lei, tutta la colpa è sua e questo la eccita da impazzire, tanto che mi sbatte di nuovo sulla sedia e affonda le sue labbra sul mio fallo da sopra i boxer, lo palpa ferocemente e poco dopo mi abbassa l’intimo liberando il grosso, carnoso e caldo oggetto dei suoi desideri.

Inizia a leccarmi con la sua calda e umida lingua, con una fame ed una determinazione che raramente ho trovato in una donna, tutto questo sembra un film, ed io vado subito in estasi, le mie gambe diventano rigide, gemo ed è proprio in quell’istante che affonda la sua calda bocca sulla mia cappella ormai gonfia e arrossata, le sue labbra avvolgono il mio cazzo, che ora pulsa nella sua bocca e lei continua a mandarmi in paradiso con movimenti prima lenti e poi sempre più veloci alternandoli a rapidi movimenti della mano, tutto questo mentre mi guarda, mentre cerca l’eccitazione massima nei miei occhi.

E proprio mentre fuori scende uno spaventoso fulmine io raggiungo l’apice del piacere, una sua mano è sul mio petto, l’altra tiene l’asta del mio cazzo e con le labbra strette intorno alla mia cappella mi fa esplodere nella sua bocca, la accoglie senza esitazione, aumentando il ritmo veloce della sua bocca ed io vengo preso da forti gemiti e fremiti fino allo svuotamento più totale e subito dopo raggiungo un senso di pace supremo e rilassamento totali…

Lei si alza, non prova un minimo di imbarazzo e mi sorride dolcemente, come se tutto questo fosse assolutamente normale, come l’aver appena fatto una bella chiacchierata e nulla più; prende un fazzoletto, mi pulisce, io resto fermo, di nuovo un po imbarazzato ed in silenzio mentre mi tiro su i pantaloni e lei di richiude la camicetta (con una paio di bottoni saltati).

Dopo qualche piccolo convenevole, lei mi abbraccia, mi bacia ancora una volta e poi se ne va verso il suo ufficio salutandomi ammiccando e augurandomi un buon weekend. Senza aver concluso il lavoro che ormai riprenderò il lunedì successivo, lascio l’ufficio con un sorriso da ebete stampato sul viso e mi dirigo verso la bollatrice, davanti a me vedo Lei aprire il piccolo quadro elettrico davanti al suo ufficio e sorridendomi alzare il piccolo interruttore della corrente…

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