Tra le spighe di grano

di Dafne

Me ne stavo tranquilla nella mia casa di campagna immersa nel totale silenzio, lontana dalla città e dal casino, lontana anche dagli amici e dalle amiche, dagli aperitivi e dalle serate in discoteca, avevo voglia di farmi gli affari miei per una volta.
Ero sdraiata in giardino a prendermi il sole di maggio con il mio nuovo costume rosso che onestamente mi sta una favola e mette in risalto tutte le mie curve, e mi accorgo con la coda dell’occhio che qualcuno sta passando attraverso il campo appena trebbiato del mio vicino che è un vecchio fuori di testa, immaginavo già la scena, il mio vicino che esce di casa e gli grida di andarsene perché quella è proprietà privata e io che vengo disturbata da loro che si mettono a discutere, decido dunque di anticipare i tempi.

Mi alzo e inizio a sbracciare per farmi vedere cercando di fargli capire che li non può stare.
Inutile, non mi vede, che cavolo penso! Possibile che nel nulla questo non mi veda?

Ehi tu, in quel campo non puoi stare è proprietà privata – gli dico ad alta voce – alza la testa, mi vede ma non ha capito che cosa gli ho detto, non ho proprio voglia di assistere a nessun litigio e decido di avvicinarmi a lui per spiegargli. Mi infilo pantaloncini, maglietta e sandali e via giù per il campo velocemente verso di lui. Alla sua vista, F-O-L-G-O-R-A-T-A, un figo da paura! Sulla quarantina, forse qualche anno di più ma molto molto giovanile, alto, capelli corti castano scuro, occhi scuri e maliziosi, carnagione chiara, spalle larghe, il fisico definito si intravede sotto la maglietta azzurra, e per completare l’opera i jeans delineano i muscoli delle gambe, e che gambe! Mi sorride e io li ferma come una scema, accidenti, completamente rincitrullita come se non avessi mai avuto a che fare con un uomo, emana sensualità ed erotismo da tutti i pori penso, non mi succedeva da tempo di incontrare uno così sexy e con un sorriso così accattivante.

Ciao, io sono Fabio
Ehm, piacere Sofia…eh…senti, volevo dirti – nella mia testa una vocina mi suggeriva, sei sexy lo sai si? Il coraggio di dirglielo a voce alta, impossibile
Volevi dirmi Sofia?
Ecco – in totale imbarazzo – volevo dirti che qui non puoi stare, questo campo è proprietà privata, se ti vede il padrone come minimo esce a gridarti di tutto.

Fa un sorriso quasi a prendermi in giro e non capisco cosa ci sia da ridere, mi incupisco un po’

Scusa, hai capito cosa ho detto o mi stai prendendo in giro?
Si, si ho ben capito cosa mi stai dicendo ma stai tranquilla, non c’è nessun problema va bene così.

Irritata da questo atteggiamento così superficiale, mi riprendo il mio orgoglio e gli rispondo a tono:

Tu secondo me non hai proprio capito ma sai cosa ti dico, fai quello che vuoi, se il padrone arriva sono affari tuoi, te la sbrigherai con lui, io volevo solo essere cortese.

Io sono stizzita e corrucciata ma lui mi continua a sorridermi, all’improvviso mi strattona e mi tira a terra, il mio vicino è sbucato dal nulla, lui se n’è accorto ma non vuole farsi vedere, dunque mi ha ascoltata. D’istinto mi viene da gridare, ma un suo dito sulle mie labbra, il suo volto così vicino al mio mi fanno stare in silenzio. Non capisco, il silenzio ci circonda, solo un po’ d’aria tra le spighe di grano mi fa notare che sento ogni singolo battito del mio cuore, non faccio in tempo a rendermene conto che lui sposta il dito dalle mie labbra e mi bacia – cosa sta facendo, come si permette? – sono avvolta dalle sue labbra non riesco a non rispondere a quel bacio, lui si ferma, mi guarda – sei diventata bellissima – mi dice. Sono troppo emozionata per capire le sue parole – in quel momento concepisco solo il desiderio di sentire di nuovo le sue labbra sulle mie. Che cos’ha quest’uomo che mi fa ansimare il corpo?! Il suo sguardo è penetrante e malizioso, si avvicina di nuovo alle mie labbra e non voglio resistergli, mi bacia con una passione che sento appropriarsi del mio corpo, dei miei sensi. Mi cinge per i fianchi, sento i muscoli delle braccia avvolgermi quasi a togliermi il respiro, i suoi baci sempre più intensi sfiorano le labbra, scivolano sul collo, si avvicinano al seno appena coperto dalla maglietta che sfila con semplicità, mi accarezza il reggiseno del costume con una guancia, mi bacia il ventre, i fianchi, mi guarda e mi dice – voglio fare la mappatura del tuo corpo con le mie labbra – mi eccito come non mi sarei aspettata. Lo lascio fare, mi sfila i pantaloncini e gli slip e continua a esplorare la pelle, mi accarezza le gambe, con le labbra e con la lingua, mentre le mani si appropriano del mio sedere, ho smania di provare ancora più piacere. Si china su di me, sento la sua erezione che spinge attraverso i jeans, i miei fianchi spingono anch’essi sui suoi jeans.

Le mie mani, praticamente immobili fino a quel momento, iniziano a ispezionare il suo corpo, scopro la pelle calda sotto la t-shirt che lui si lascia sfilare; lascio che i polpastrelli sfiorino la spina dorsale, ha un fremito – mi vuoi far impazzire? – mi chiede; lo guardo maliziosamente, lo bacio per zittirlo – voglio fare la mappatura del tuo corpo – rispondo. Le mani scendono sino ai suoi fianchi, si muove armoniosamente su di me, sento che lo voglio da impazzire! Si slaccia i jeans e penso – quanto sei sexy! La sua erezione è importante.

I nostri occhi si guardano con l’agitazione di chi non immaginava di trovarsi in una situazione del genere.

Mi sento in piena confusione sono inerte sotto le sue mani, passa le mani lungo le cosce mi divarica le gambe e lentamente scende con la sua bocca! Ho uno spasmo, stringo i capelli e in un certo modo guido la sua testa tra i miei umori, mi sento divampare, urlo! Mi osserva compiaciuto dell’opera che sta compiendo, mentre i fianchi si muovono al suo volere – ti prego non soffocare il tuo piacere – mi dice. Sottovoce, con la voce spezzata – non ne ho intenzione ma per favore dammi tregua, mi manca il respiro! – si ferma e scoppia in una risata diabolica – Io non ho intenzione di darti tregua mia cara Sofia! Ti voglio. – .

Lo invito a fermarsi, appoggio le mani sul suo petto caldo, un accenno di peluria, mi sembra divino rimango sdraiata – sei così tremendamente calda – sussurra e con disinvoltura fa scendere lentamente una mano nel mio inguine e gemo nuovamente, strappo il fieno intorno a me, e scendo con le mani sino al suo pene così rigido e penso sia superbo, un ghigno malvagio sul mio volto; se ne accorge, mi lascia fare, mentre si prende cura di me, io mi prendo cura di lui, e il suo respiro si fa affannoso. Chiude gli occhi e si sdraia di fronte a me, mi metto in ginocchio davanti a lui, il colore della sua pelle luccica al sole e averlo tra le mie mani sconvolgente, mi eccita sentire il suo respiro che diventa affannoso e la mia pulsione aumenta, plasmo il suo piacere sotto le mie mani, si dimena un po’ con i fianchi, quando provo il suo sapore, quasi increduli i suoi occhi nei miei. Lo avvolgo in bocca, gioco con la lingua per tutta la sua lunghezza, mi sento divertita, lo stringo tra le mani, sento i fremiti del mio corpo che lo bramano, l’aria calda di quel campo sembra incendiarsi – non ho intenzione di darti tregua mio caro Fabio – gli sussurro all’orecchio e mentre glielo dico lo faccio scivolare dentro di me, il respiro spezzato di entrambi ci tramortisce. Il sangue pulsa sempre più forte lo sento dentro di me che mi guida con movimenti lenti, mi prende per i fianchi e mi fa scivolare di fianco a lui, si sdraia sopra di me e, mi prende mentre mi bacia, gemo di nuovo, è meraviglioso! Il suo ritmo mi fa tremare, le sue movenze mi mandano in estasi, il mio orgasmo arriva come l’eruzione di un vulcano, solo il mio “sto godendo” spezza il silenzio di quel campo di grano, e blocca il suo respiro perché anche lui sta avendo il suo orgasmo. Stremato, sudato, affannato, mi guarda, mi sfiora le labbra con il dito con cui mi aveva zittito e mi dice, era da sempre che ti volevo…

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