L’ufficio

di MG

 

Dipendenza da pornografia
Tu sei seduta alla tua scrivania e stai pensando a me.
Davanti hai il computer e il tuo lavoro da fare ma la tua mente viaggia troppo ormai…
Senza nemmeno accorgertene, ogni tanto apri un pò le gambe perché un insinuante calore tra le cosce ti solletica costantemente.
Hai tra i denti una penna e la mordi e la succhi con avidità e nervosismo.
La tua mano distrattamente scende e con non curanza ti accarezzi un capezzolo da sopra il vestito. E’ duro e risponde subito al solletico.
Ad un tratto senti qualcosa che ti sfiora una gamba, abbassi subito lo sguardo e mi vedi.
Non hai nemmeno il tempo di chiederti come diavolo sia possibile io sia lì, è così e basta e il fatto in se spazza via ogni domanda. Nessuno dei tuoi colleghi può notarmi, sono sotto alla tua scrivania e tu immediatamente fai finta di nulla e torni composta.
Io ti accarezzo le gambe e piano piano ti sfilo i pantaloni.
Poi inizio a baciare ogni centimetro delle tue gambe, dalla caviglia al polpaccio, salendo lungo le cosce e facendoti sentire la mia bocca che si apre appena per lasciare che la mia lingua calda ti accarezzi tutta… Tu apri le gambe e mi inviti a proseguire…
Arrivo sulla tua fica che è bagnatissima e inizio a baciarla da sopra le mutandine.
Tu fai fatica a contenerti ma il fatto che attorno a te ci sia gente ignara di quanto sta accadendo ti eccita ancora di più. Ti tolgo gli slip e inizio a leccartela tutta.
Prima intorno poi in mezzo. Prima la bacio e poi entro con la lingua.
Me la sento tutta in bocca, la succhio, la bacio, la lecco, la prendo in bocca tra le labbra e ti faccio sentire quanto mi piace leccartela.
Intanto le mie mani non smettono un secondo di salire sui tuoi fianchi su e giù, fino a toccarti il culo e stringertelo. Ti lecco e ti succhio sempre di più, sempre di più, sempre più veloce…
O mi dici di fermarmi o tra un pò avrai un orgasmo violento di fronte a tutti…
Ma ormai non ce la fai più.
E vieni, vieni forte, godi e ti mordi le labbra per non urlare e inarchi la schiena e hai i brividi.
Poi abbassi la testa, hai il terrore se ne siano accorti tutti.
Ma i minuti passano e nessuno cambia atteggiamento, nessuno ti guarda in maniera diversa, nemmeno un occhiata scherzosa, niente. Pensi sia andata liscia e te ne stupisci anche un po’.
Anche se lo stupore più grande in assoluto è stato quello di non vedermi più in mezzo alle tue gambe l’esatto istante successivo al tuo intensissimo orgasmo…

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