Lei, lui, Lydianne 

di Francesco T. 

 

 

Era da tempo che con Judith parlavamo della voglia reciproca di incontrare una persona del terzo sesso ed io mi divertivo ad alimentare questa fantasia. Spesso le raccontavo la mia voglia di gustare un sesso maschile all’interno di un corpo ed un’anima femminili: quest’idea mi logorava dentro da un po’ ormai ed ogni volta che ne parlavamo avevo un’erezione improvvisa. Con Judith avevamo un’intesa sessuale molto forte e dal momento in cui ci siamo conosciuti non abbiamo mai smesso di sperimentare pratiche nuove o insolite. Quando parlavamo avevo spesso l’impressione di trovarmi di fronte allo specchio e di guardare la mia immagine riflessa ma allo stesso tempo distorta: avevo di fronte un altro me con i capelli castano-biondo, una lingua francese ed un culo pronto ad aprirsi al minimo cenno. Una sera stavamo dando un’occhiata al sito di incontri libertini perché da qualche tempo avevamo deciso di iscriverci sotto lo pseudonimo di Paris-Palermo: due città apparentemente cosi distanti geograficamente ma in realtà molto vicine dal punto di vista della decadenza. Iniziammo una conversazione con tale Lydianne, una trans dall’aria gentile e curiosa; all’epoca io e Judith eravamo molto uniti e ci divertiva conversare con questa creatura sconosciuta. Il dialogo in chat era molto naturale e disteso ed ognuno dei tre aveva modo di esprimersi liberamente. Dopo qualche giorno decidemmo di vederci tutti e tre per bere qualcosa e fare conoscenza ma prima ci scambiammo i numeri di telefono per comunicare più facilmente. Fu proprio allora che Lydianne decise di sorprenderci e mostrarci a che punto fosse impaziente di fare la nostra conoscenza inviando un video in cui mostrava le sue grazie : il suo corpo era un vero trionfo. Arrivo dunque il giorno del nostro incontro ed io passai da Judith che, per l’occasione, aveva deciso di indossare le sue autoreggenti di pizzo nero ed un abito piuttosto succinto : la baciai sulla porta di casa e lei non esito a tastare il mio cazzo attraverso i pantaloni. Eravamo tutti e due molto eccitati ed estremamente curiosi di poter finalmente fare conoscenza della deliziosa Lydianne. L’incontro era previsto in un bar a Place Sainte-Catherine nel Marais e più ci avvicinavamo più eravamo impazienti. Lydianne giunse e ci fece cenno con la mano: « cazzo, è altissma ! » dissi fra me e me. Ci sedemmo tutti e tre attorno ad un tavolino lontano da orecchie indiscrete…l’eccitazione era palpabile sin dal primo istante. Bevemmo del vino tutti e tre sorseggiandolo distrattamente e cercando di nascondere all’altro l’atavico desiderio di rientrare insieme e lasciarci andare alle fantasie più perverse. La bottiglia di vino era finita e con fare un po’ alticcio ma deciso Judith chiese a Lydianne se avesse voglia di continuare la serata a casa sua adducendo come scusa il fatto di avere una bottiglia di rosso. In quell’istante che ci separava dalla risposta di Lydianne io cercavo di dissimulare la mia eccitazione mostrandomi fintamente disinvolto. In realtà battevo i denti, dovevo far pipi ed avevo dei brividi di freddo. Lydianne accetto di buon grado l’invito di Judith e lungo la strada dal bar verso casa ebbi modo di calmarmi accendendomi una sigaretta. Ne fumai almeno tre prima che di fronte a noi apparisse il portone di casa. Mi sentivo come una sorta di condannato a morte o una roba del genere. Avevo paura ed allo stesso tempo una sete feroce di scivolare sul letto attorniato da due esseri umani meravigliosi. Iniziavo ad essere alticcio e fu cosi che, una volta entrati a casa, ne approfittai per andare subito in bagno a far pipi. Quella pisciata mi rassereno e dopo aver lavato le mani ne approfittai per sciacquarmi il viso. Mi guardai un attimo allo specchio ed avevo le pupille un po appannate forse dall’alcool o forse dallo sperma che aveva iniziato a fluire lungo tutto il mio corpo. Una volta fuori dal bagno raggiunsi Judith e Lydianne che nel frattempo si erano messe comode sul divano del salone. Del vino nemmeno l’ombra. Sapevo che fosse una scusa e del resto non dissi nulla a tal proposito. La conversazione si faceva sempre più scarna e gli argomenti sempre più opachi, nessuno di noi aveva più voglia di proferire parola. Fu allora che Judith si avvicino a Lydianne e, senza darle il tempo di capire, inizio a baciarla. Fu un bacio intenso e silenzioso e l’aria era ferma. Sentivo la musica delle loro carezze e delle loro dita che iniziavano poco a poco a farsi largo tra i vestiti. Io non osavo muovermi dal mio posto e, con fare un po’ voyeuristico, mi gustavo la scena. Mi basto incrociare per un attimo lo sguardo di Judith che mi invitava a raggiungerle : non me lo feci ripetere due volte. Mi avvicinai lentamente ed iniziai ad accarezzarle entrambe che, a loro volta, ricambiavano le effusioni. I brividi di freddo erano spariti ed iniziai a sentire caldo. Non ebbi nemmeno il tempo di rendermi conto di questa sensazione che Judith stava già sbottonando la mia camicia. Io le sollevai il vestito e le baciai l’ombelico perché era come se le stessi baciando il centro del suo corpo. Subito dopo con un cenno Judith mi invito a sbottonare il jeans attillato di Lydianne che mostro avere due gambe lunghe come un’autostrada : ero emozionato e colmo di gioia. A quel punto mi alzai lentamente ed iniziai a baciare Lydianne con una voracità inaudita. Avevo fame del suo corpo e della sua lingua. Judith ne approfitto del fatto che fossi in piedi per sbottonare i miei pantaloni, abbassare le mie mutande ed inondare il cazzo di saliva. Avevo la cappella gonfia e viola come un vulcano. Feci un cenno a Judith per farle capire che cosi facendo avrebbe rischiato di farmi venire in un attimo ; del resto ha sempre saputo come prendermelo in bocca e come farmi sborrare in un attimo. A quel punto mi abbassai e con Judith iniziammo a spogliare del tutto Lydianne, la quale ebbe un attimo di imbarazzo. Il suo sesso era piuttosto piccolo e ben rasato. Io e Judith iniziammo a baciarlo lentamente e l’imbarazzo di Lydianne si trasformo ben presto in un sorriso di piacere. La mia lingua incrociava quella di Judith in questo gioco. Ci baciammo tenendo tra le nostre lingue il glande di Lydianne che nel frattempo iniziava ad inturgidirsi. Fu li che Judith si allontano un attimo per permettermi di gustare per intero il sesso di Lydianne che diventava sempre più duro. Lo succhiavo con estremo piacere e mi gustavo anche i suoi testicoli mentre lei accompagnava il movimento mettendomi una mano dietro il mio capo. Dal divano ci spostammo nella stanza da letto e li, tutti e tre nudi ed eccitati come tre puttane, iniziammo ad incrociare i nostri corpi. Iniziai a penetrare Judith che poco dopo mi chiese di riempire il suo culo. : glielo leccai per bene prima e me lo gustai di cuore mentre la saliva le colava dal buco del culo. La penetrai. Mentre il mio cazzo entrava ed usciva dal suo culo, la mia lingua si intersecava con quella di Lydianne la quale, colma di eccitazione, mi invito a masturbarla. I nostri tre corpi erano uniti e stretti da un unico flusso di piacere. Era come se ci influenzassimo reciprocamente : più sentivo il cazzo duro di Lydianne tra le mani e più avevo voglia di penetrare il culo di Judith. Cambiammo posizione e fu cosi che mi ritrovai, questa volta, a leccare il culo di Lydianne, mentre Judith, a sua volta, mi riservava lo stesso trattamento. Un treno di lingue : al solo pensiero mi viene voglia di ficcarmi un dildo nel culo. Iniziai a penetrare Lydianne e fu una sensazione inedita perché per la prima volta le mie palle sbattevano contro altre palle. Judith prese a far colare della saliva nella mia bocca ed io mi trovavo in uno stato di presenza/assenza. Finii per distendermi di schiena sul letto e Judith, a sua volta, si sedette sul mio viso mentre la sua lingua questa volta si incrociava con quella di Lydianne. Poco dopo le loro bocche si diressero verso il mio sesso che ormai faceva sempre più fatica a trattenere il nettare caldo. Fu in quel momento che, con un gemito profondo, sentii Judith venirmi in bocca e strofinare il suo sesso contro il mio viso come se volesse liberarsi da un demone che non smetteva di darle pace. Quel liquido demoniaco riempì il mio viso, invase il mio corpo e fuoriuscì subito dopo sotto forma di sperma dal mio sesso : ancora una volta si era avverata quella sequenza di vagoni di treno, l’uno legato all’altro. Con il viso e le bocche colme del mio piacere, Judith e Lydianne si spostarono ed iniziarono a baciarmi : nessuno aveva chiaro dove iniziasse la lingua dell’uno e finisse quella dell’altro. Ma del resto non importava a nessuno di noi tre. Fu cosi che un istante dopo feci un cenno con gli occhi a Judith la quale, capendo al volo le mie intenzioni, invito Lydianne a distendersi. Le nostre bocche avevano voglia di gustare quello che Lydianne ci teneva nascosto dall’inizio e fu cosi che, come un vulcano, erutto la sua lava rovente nelle nostre bocche mai sazie di piacere. Ci addormentammo cosi, con le bocche rivolte alle pendici del vulcano, avvolti dal silenzio. 

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