Il bar in chiusura

di Pao

 

Una lunga e interminabile serata di lavoro al bar quella di oggi. Gli ultimi clienti si recano verso l’uscita recuperando le loro cose sparse qua e là, tra schiamazzi e risate che piano piano si fanno sempre più lontane, come se qualcuno stesse abbassando il volume di una radio fino a spegnerla. Giro la chiave, il locale è chiuso. Avvolto dal silenzio, finalmente solo, posso farmi un bicchiere di Scotch, abbassare le luci e contemplare la notte che diventa sempre meno buia svanendo tra il chiarore di un giorno nuovo che sta arrivando.
Il rumore dello sciacquone dal bagno, come una doccia gelata, interrompe il mio flirt con il silenzio, ho scordato di controllare che fossi realmente solo prima di chiudermi dentro. Vado verso la toilette, la porta si apre, i miei occhi cadono subito verso il basso su due tacchi rossi, calze a rete, una minigonna un po’ sgualcita in stile anni ’80, una camicetta bianca che nasconde un corpo esile e un seno appena pronunciato. 
I lineamenti del suo viso sono cosi dolci da sembrare la tavola di un pittore, il rosso del suo rossetto appena messo, spero mai nessuno glielo abbia mangiato, almeno questa sera. I suoi occhi sono grandi e azzurri, contornati da ciglia appena pennellate ma che tuttavia non riescono a nascondere i bicchieri bevuti. Dove sono tutti? Mi chiede lei, è scoppiata una guerra fuori, meglio se ti rifugi qui per questa notte, rispondo, lei sorride alla mia battuta e dice, meno male, c’era un tizio che non mi mollava più. Si avvicina sfilandomi il bicchiere di Scotch dalla mano, lo porta alla bocca e fa un sorso. Il tuo rossetto non macchia il bicchiere, mi risponde avvicinandosi ancora di più, ci vuole ben altro per portarmi via il rossetto. Guardandola dritta negli occhi accetto la sfida, prendo la sua testa delicatamente tra le mani e la bacio, poi spostandomi verso un orecchio le sussurro, io invece credo che uscirai di qui senza traccia del tuo rossetto. Senza fare caso alla mia provocazione lei inizia a baciarmi come a voler scavare dentro la mia anima, io non sono stato da meno perché poco dopo l’ho inchiodata al muro. Il suo modo di baciare arrogante e viziato mi porta ad avere un’erezione piuttosto velocemente, e voglio farglielo sentire. La sollevo da terra, le sue gambe mi avvolgono, e la sua lingua morbida mi lecca il collo. Con lei avvinghiata addosso mi sposto fino al divano più vicino. Da sotto la gonna le mie mani cercano i suoi fianchi e mi accorgo che le sue calze sono autoreggenti. Questo significa che in un secondo sono all’estremità delle sue mutandine sottili, le sfilo guardandola dritta negli occhi e nel mio sguardo c’è la la consapevolezza che voglio essere io a comandare.
Mi spingo verso il basso, le alzo la gonna e ai miei occhi appare una piccola fica bagnata, completamente depilata, mi avvicino e la lecco con la stessa veemenza che ha utilizzato lei per baciarmi poco prima. Credo di aver già trovato il centimetro giusto perché con le mani mi blocca la testa in modo che io non possa più sfuggire da lì. Sento che sta per venire, succhio e lecco con più forza, il suo respiro si fa più intenso e poco dopo esplode in un orgasmo in cui sento vibrare tutto il suo corpo, voglio essere sicuro di aver fatto un buon lavoro, la guardo cercando conferma e con voce spezzata mi dice che non era mai venuta cosi in fretta.
Adesso sono in piedi, il mio cazzo mi fa male, ancora chiuso nei pantaloni, lei è seduta mi guarda come a dire adesso tocca a me e inizia a sbottonarmi. Mentre lei mi slaccia i pantaloni io mi tolgo il resto dei vestiti e in un secondo sono completamente nudo con il cazzo ritto che vuole solo lei. Inizia a leccarmi partendo dalle palle fino ad arrivare alla cappella, senza mai staccare lo sguardo dai miei occhi. Sento la sua gola, fa su e giù e poi torna a stuzzicarmi con la punta della lingua. Mi lancia delle occhiate compiaciute, il suo modo di giocare mi piace molto ma voglio dominare io, allora le accarezzo la testa e inizio a dettare il tempo, la velocità e la profondità delle immersioni. Lo posiziono in maniera tale da vederlo spuntare attraverso le sue guance, e a quel punto la schiaffeggio, lì, proprio dove sporge il mio cazzo.
È il momento di togliere questa camicetta, dico io, mi sorprendono i suoi seni, più grandi rispetto a quello che si riusciva ad immaginare. La sua pelle è liscia, i suoi capezzoli sono duri e tendono verso l’alto, io li accarezzo con la mia lingua. C’è abbastanza seno da potermi mettere li in mezzo, mi avvicinano e lei lo prende, stringe con le mani il suo seno avvolgendomi e inizia a muoversi su e giù. Sento che sto per venire, ma mi fermo prima, voglio scoparti, le dico e mentre lo facci le tolgo anche la gonna. Adesso i nostri corpi sono nudi, ma più di tutto io voglio vedere il suo viso godere, allora mi siedo sul divano e con un gesto deciso la prendo sopra di me, la sua fica è cosi bagnata che entrò senza alcuna fatica. Tengo io il ritmo spingendola avanti e dietro dai fianchi e lei asseconda i miei movimenti, e mentre lo fa io mi dedico ai suoi capezzoli leccandoli e succhiandoli, sento che sta godendo sempre di più quindi le sussurro, vieni… urla quanto ti pare, qui non ci sente nessuno, con voce tremante mi risponde, si… vengo… Tutti i miei centimetri sono dentro di lei, e sento i suoi liquidi liberarsi, passando su di me fino ad arrivare sul divano. Io voglio godere e lo so che lei vuole continuare, quindi la posiziono in ginocchio sul divano con le braccia dritte appoggiate sullo schienale, il suo culo è sodo, eccitante, e tenendola per i fianchi la penetro con un andamento costante, fino in fondo. Questa ragazza mi fa godere da matti.
Vorrei venire sul suo viso, ma non so come chiederglielo perciò lo faccio senza mai smettere di spingerglielo dentro. Le infilo due dita in bocca e lei inizia a succhiarle, riempiendole di saliva. Ora ti vengo in bocca… e un po’ sulla faccia, le dico, lei mi risponde con dei mugugni eccitati, ha capito che mi fa impazzire così e appena io esco da lei si mette in ginocchio davanti a me, con la lingua di fuori. Glielo infilo in bocca tenendole la testa, sto per venire ed ecco il mio sperma ricoprire il suo viso. I suoi occhi azzurri non smettono di guardarmi un secondo mentre mi salgono dei brividi dietro la schiena come frustate piacevoli… Lo prende in bocca adesso con dolcezza come a portarmi via tutto il piacere rimasto poi si alza e prende il mio bicchiere di scotch che aveva posato poco prima al lato del divano. Ne beve un sorso e mi guarda compiaciuta. Sorridendo le dico non sapevo che gli angeli uscissero anche dal bagno, lei risponde al mio sorriso e mi dice, mi sono chiusa in bagno quando ho visto che stavi buttando la gente fuori dal locale…

 

 

 

 

 

0 commenti

Invia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *