I BACI DI ZA

Quattro chiacchiere con Alan Zeni

 

Alan Zeni è un’artista di Lodi, che ho scoperto da poco e che mi ha incuriosita molto. Ci siamo sentiti al telefono per parlare de I Baci di Za, dove Alan racconta con immagini illustrate il mondo dei baci, in una sorta di enciclopedia formata da quattro volumi: Pomeriggio, Tempesta, Freccia e Björn Borg. In totale sono 204 baci diversi, ognuno dei quali è abbinato ad una didascalia direi quasi poetica. Le immagini, nella loro semplicità, hanno un potere estremamente evocativo: mi fanno tornare alla mente alcuni dei miei baci passati, portando ricordi piacevoli.

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Durante la telefonata commento le sue illustrazioni e gli faccio notare che tutto questo parlare di baci ha un ché di estremamente romantico. Alan ci tiene a precisare che in realtà non si sente poi così romantico, “Il romanticismo c’è,  ma uomini e donne lo vivono diversamente. Per l’uomo è il contorno che rende il piatto perfetto. La donna potrebbe mangiare piattoni di solo contorno, ma poi anche a lei naturalmente e giustamente non basterebbe. Diciamo così: chi vorrebbe fermarsi solo al bacio romantico? Forse Winnie the Pooh. Un cartone che non mi è mai stato tanto simpatico.”

 

Tutto questo parlare di baci ci porta inevitabilmente ad affrontare l’argomento dei rapporti di coppia. Alan mi confida che secondo lui il segreto sta nel diventare il migliore amico l’uno dell’altra, mantenendo comunque una propria indipendenza e una certa leggerezza.

Ma adesso entriamo nel vivo della nostra chiacchierata.  

Ho definito I Baci di Za come un’enciclopedia, ho sbagliato?
Un’enciclopedia? Non ci avevo mai pensato ma mi piace come illusione. L’enciclopedia del bacio e le implicazioni umorali morali sentimentali. 

Da dove nasce l’idea di realizzare un libro sui baci?
Avevo disegnato oltre 150 baci e la gente me li chiedeva, ho pensato che un libro, poi diventati 3 e poi 4, fossero un modo più frizzante di proporre un lavoro che è tanto più gustoso quanto più si scopre nella sua interezza. 

Quanti baci esistono?
Quasi 300, ma pubblicati sui libri 204, 51 per libro.

Il bacio è un biglietto da visita?
Il bacio è il termometro che ci dice quotidianamente se siamo sulla nostra strada o ci stiamo tradendo da soli, con delle scelte che non ci appartengono fino in fondo. Se baciamo male sappiamo già cosa stiamo tradendo. Un biglietto da visita? Sì, può esserlo. Sarebbe bello andare in giro e baciare profondamente tutti quelli a cui vorremmo lasciare un segno di noi. Da valutare per i single post emergenza Covid-19.

 

I baci nascondono messaggi segreti? Espliciti?
I baci nascondono e quello è già un bene. Segreti? Hanno il gusto della prima fuga da casa. Espliciti? Hanno la baldanza e la potenza di Raffaella Carrà con i poteri di Ken Shiro.

E se trovi una persona che ti piace tantissimo ma bacia male? Cosa si fa?
Discorso complesso. C’è chi dice bacia male, fa tutto male, ma l’età mi ha portato a pensare anche ad altro. Baciare come fare sesso è una cosa che si impara insieme. Certo, trovare la sorpresa che vorresti nell’ovetto Kinder è la speranza ma non per questo butti via l’ovetto. Anche perché alla fine la sorpresa finisce sempre in un cassetto e quello che ti può emozionare è il resto. E poi se trovassi un bacio fantastico ma una persona di una noia mortale ogni volta che siete da soli, o peggio, in compagnia? Nel paese vicino al mio si dice “la prima è dei poveri”. Insomma, lo metti in conto che la prima volta è solo la porta per andare avanti.

Il bacio ha lo stesso significato per l’uomo e per la donna?
Difficile a dirsi, io sono un uomo. I miei baci illustrati sono amati dalle donne che li vedono molto romantici ma sono disegnati da un maschio con una mente da maschio. Come dico nella descrizione del progetto: guardando un albero con un ramo rotto, la donna ne vedrà la poesia e l’uomo riderà pensando che due bruchi sovrappeso ci hanno appena dato dentro fino a spezzare il ramo.
Di certo per entrambi il bacio provoca e sia uomini che donne amano essere provocati.

Raccontaci un bacio che per te è stato particolarmente significativo nel corso della tua vita.
Senza dubbio il bacio di mio figlio ogni mattina mi rivolta come un calzino. Poi gli altri sarebbero tanti con mia moglie ma anche tutti quelli sbagliati che mi han fatto ridere nella mia vita. Oppure il primo. Lei era più piccola di me. Io non sapevo nemmeno come si facesse a baciare, avevo 11 anni. Lei 10. La sentii letteralmente sfondare ed entrarmi in bocca. Non ho capito molto ma al momento credo di aver pensato che il ramo di un albero mi stesse entrando in bocca. 

E se il bacio fosse un’opera d’arte?
Il bacio lo è. E se si bacia senza capirlo, possiamo cambiare partner. C’è di meglio che ci aspetta di sicuro.

E se io (Nina) fossi un bacio, quale bacio sarei?
Direi il bacio al telefono, no? Intimo ma a distanza di sicurezza. Ti piace?

E poi una curiosità personale, ma quanti cappelli hai?
Tantissimi. Mi piacciono i cappelli. Ma in generale mi piace cambiare aspetto.

In questo momento dove siamo tutti distanti ma vicini, Alan si è messo a disposizione per la realizzazione di disegni con una grafica personalizzata da inviare alla persona che volete, basta fare una donazione a qualsiasi ospedale, mandare la ricevuta ad Alan, e otterrete il vostro disegno digitale. In questo modo, farete felice chi vi sta lontano e allo stesso tempo chi ne ha bisogno. Questo è il potere infinito degli abbracci e dei baci. Anche a distanza. Grazie Alan e più baci per tutti.

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