IL MIO SENO, LO “STIMOLATORE DI ORGASMI”

Il seno è una zona erogena che, se stimolata nel modo corretto, può portare un grande piacere. 

 

Mi ricordo che avevo 16 anni o giù di lì. Ero con un ragazzo poco più grande di me, ci stavamo baciando e lui iniziò a toccarmi il seno e a giocare con i miei capezzoli; eravamo vestiti e io iniziai a strusciarmi su di lui in modo più veloce, e nonostante i jeans facessero da barriera, nel giro di pochi minuti venni in modo inconsapevole. Da quel momento in poi capii l’importanza del mio seno nel raggiungimento dell’orgasmo. Ed è sempre stato così: pensavo anche di avere qualcosa di sbagliato nel provare tale piacere al solo tocco del seno e del titillamento dei capezzoli, ma i confronti schietti e sinceri con le amiche e poi internet mi hanno fatto sentire in buona compagnia.

La verità quindi è che il mio seno (o i miei seni) è la zona più erogena del mio corpo.

In ogni rapporto sessuale che ho avuto, sia occasionale che all’interno di una relazione, ho sempre fatto capire che toccarmi il seno, giocarci e leccarlo erano le condizioni necessarie affinché godessi anch’io e in modo completo. Da come un uomo tocca il mio seno posso capire se il rapporto sarà soddisfacente o solo passabile. E se non ha il tocco magico non è detto che si arrivi all’amplesso vero e proprio.

Il mio seno, per assolvere la sua funzione di “stimolatore di orgasmi”, ha bisogno di sentirsi desiderato, bramato, pretende poi un tocco delicatamente fermo che lo esplori, lo comprenda e lo stimoli. Il capezzolo deve essere succhiato e non morso, le dita possono trastullarlo sapientemente per poi lasciare il gioco alla bocca che può vagarci e ritornarvi più volte mentre le mani continuano a fare il loro dovere. Ecco, quando tutto questo avviene in modo naturale io mi lascio totalmente andare e lo “stimolatore di orgasmi” fa la sua parte nel farmi godere.

Ça va sans dire che anche quando mi masturbo, toccarmi il seno e giocare con i capezzoli è la cosa che mi eccita di più ed è anche parte delle fantasie a cui penso per arrivare al godimento.

Ma questa è un’altra storia…

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