SESSO E YOGA

Ecco come il pavimento pelvico può aiutarci ad ottenere migliori orgasmi e migliori prestazioni sessuali

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Perché lo yoga può fare bene alla nostra vita sessuale

Il legame tra sesso e yoga è molto vicino: lo yoga, infatti, da definizione classica significa unione. Unione di mente e spirito, piena consapevolezza di se stessi e del proprio corpo.

Entrare in una classe di yoga equivale a prestare molta attenzione a due cose: il respiro e il movimento del corpo.

È incredibile quanto per abitudine non facciamo caso al nostro respiro, vero?

Ti rendi conto di quanto sia importante solo quando hai delle difficoltà a respirare, come dopo tre piani di scale, dopo una corsa, sott’acqua o con la tosse.

In una classe di yoga è invece la base da cui costruire i movimenti, però questo molte di voi già lo sapranno.
Ma come lo yoga si integra al sesso?

Allo stesso modo in cui si integra con la vita. Sono quasi sicura che stai immaginando posizioni estreme, dopotutto al kamasutra una sbirciata l’abbiamo data tutti, ma mi dispiace deluderti, lo yoga parla in primis di consapevolezza di se stessi e prima di arrivare al contorsionismo estremo e all’orgasmo infinito iniziamo a conoscerci.

Se ti chiedessi, cosa ti piace fare/ricevere a letto?

La risposta non è banale. Per arrivare a dare qualche risposta il percorso è lungo, passa dalla conoscenza del proprio corpo, dall’intimità con se stessi, dalla propria emancipazione, dalla condivisione con il proprio partner dei desideri, dalla libertà di parlarne, dalla voglia di sperimentare. Siamo così abituati ad affrontare tutto come una prestazione che il sesso, forse in primis, diventa uno show dove “si entra in scena” e dove purtroppo sempre più spesso si imita (i porno) e ci si lascia poco andare alle emozioni vere.

L’uomo concentrato a non venire subito che “se no faccio una figuraccia” , la donna a venire in maniera teatrale che “se no pensa di essere una mezza sega e io faccio la figura della frigida”.

Spesso si dice che se ci sono problemi a letto ci sono problemi di coppia ma la domanda è: se per me il sesso è piacere e amo la persona con cui sto, perché non lo voglio fare poi così spesso o ho addirittura smesso di farlo?

La lista delle giustificazioni come risposta a questa domanda è lunghissima (bambini, tempo, lavoro, stanchezza, soldi, Barbara D’Urso, stress, etc.) e se invece il motivo fosse più semplice? Hai mai pensato che possa essere l’intimità con quella persona a non darti più piacere?

Bene, partiamo da questo, chiediti cosa ti piace e se non lo sai, esplorati e scoprilo.

 

Scopriamo il nostro corpo

Lo yoga è consapevolezza. Partiamo da qui. Scopriamo il nostro corpo e i nostri chakra.

È all’altezza dei nostri organi sessuali che troviamo il secondo chakra , conosciuto in sanscrito come Svadhisthana (collocato nel suo proprio posto), un bellissimo fiore arancione a sei petali. Il secondo chakra è il centro di:

  • emozioni
  • creatività
  • desiderio
  • piacere sessuale

Come tutti i chakra (immaginiamoci i chakra come turbini energetici) anche questo può essere bloccato o iperattivo. Rappresenta la nostra parte animale, il nostro collegamento alla terra.

Lo yoga, attraverso il tantra e l’allenamento del pavimento pelvico (questo sconosciuto), viene in aiuto nel benessere psico-fisico dei nostri organi sessuali.

Quando si pensa a yoga e sesso, scatta subito l’associazione al sesso tantrico e al kamasutra con le sue posizioni talvolta improponibili o a performance di durata epica in stile trilogia Signore degli Anelli.

Il pavimento pelvico nell’uomo si estende dall’osso del pube fino al coccige. L’insieme dei muscoli del pavimento pelvico nell’uomo, sostiene la vescica e il retto dove ha un importante ruolo di controllo soprattutto nella sessualità. Il pavimento pelvico nella donna, invece, è un’area romboidale che si estende dalla sinfisi pubica al coccige chiudendo in basso la cavità addomino-pelvica, circondando e sostenendo l’uretra, la vescica e la vagina fino all’ano.

Nello yoga una pratica molto utile è quella del Mula bandha ovvero la contrazione dei muscoli del perineo. Kegel nel 1946 si è accorto dell’importanza della tonicità del perineo per prevenire o rimediare a disturbi come l’incontinenza o il prolasso degli organi pelvici, e ha messo a punto una serie di esercizi che gli yogi praticavano già da millenni.

 

E il tuo pavimento pelvico come sta?

Ti illustriamo alcuni accorgimenti per verificare la tonicità del pavimento pelvico:

  • Osservazione dall’esterno delle contrazioni di Kegel: guardati con uno specchio mentre esegui le contrazioni dei muscoli posti tra vagina/pene e ano.
  • Dal ginecologo: solitamente durante la visita ginecologica potrebbero avervi chiesto di “stringere” la zona vaginale per testare la tonicità della vostra vagina e del pavimento pelvico. Per gli uomini basterà toccare la zona del perineo ed eseguire delle contrazioni. Anche questo test è di difficile auto-interpretazione.
  • Test della pipì: aspetta che ti scappi, vai in bagno, inzia a far la pipì, fermati e poi riprendi. Facile no? Hai usato il pavimento pelvico! Se hai fatto fatica nessuna paura, qualche esercizio costante e il tuo pavimento tornerà tonico. Questo è un test, non esagerare, è preferibile fare gli esercizi in un contesto differente da questo.

Quindi se il risultato ottenuto non è stato per te soddisfacente, ti proponiamo alcuni esercizi utili a migliorare il tono di questo muscolo.

Per entrambi i sessi le Asana (posizioni dello yoga) migliori sono:

  • Malasana: lo squat degli yoghi; per eseguirlo, si utilizza tutta l’ampiezza di movimento delle gambe, piegando completamente le ginocchia, fino a quando il bacino non poggia sulla parte posteriore dei talloni. Mani in preghiera che spingono le ginocchia indietro e verso l’esterno per accentuare l’apertura.
  • Baddha Konasana: seduti con i piedi uniti cerca di portare i talloni più vicini possibile al perineo, intreccia le mani attorno ai piedi e spingi le ginocchia, caviglie e cosce a terra con l’aiuto dei gomiti. Respira profondamente per 15/20 volte.
  • Setu Bandhasana: supini con i piedi paralleli, piante a terra e ginocchia alla larghezza dei fianchi. Afferra con le mani le caviglie se riesci, altrimenti appoggiale a terra. Inspira e solleva il bacino verso l’alto mantenendo la postura per almeno 15 respiri ed espirando, torna disteso a terra.
  • Naman Pranamasana: siediti sui talloni, prendi con le mani la parte inferiore dei polpacci e aggrappandoti a questa presa, piegati in avanti in modo da appoggiare la parte superiore del capo a terra. Sollevate i glutei al cielo in modo che siano perpendicolari al pavimento. Fate 15 profondi respiri.
  • Shashank Bhujangasana: dalla posizione della Luna, Shanshankasana, inspirando muoviti in avanti inarcando la spina dorsale fino a portarti alla posizione del Cobra. Espirando torna in Luna. Muoviti con il tuo respiro, al tuo ritmo per 5 potenti respiri.
  • Vyaghrasana: partendo a 4 zampe, per prima cosa inspira e solleva la gamba destra portando lo sguardo verso l’alto. Espira e porta il ginocchio al petto e il mento verso il ginocchio. Trattieni il respiro per qualche istante e ripeti i movimenti per 5 volte coordinandoli con il respiro. Child pose per recuperare.

Quotidianamente poi pratica il Mula bandha concentrandoti sulla zona perineale, contraendola quando si ispira e rilassandola quando invece si espira.

Per gli uomini consiglio invece di allenare il pene durante la minzione, impara a fare la pipì in punta di piedi, facendo piccole contrazioni.

Michela Zaninello è un’insegnante di yoga da 5 anni: curiosa per natura, ci insegna le posizioni più adatte per sopravvivere alla giornata e vivere al meglio la notte. La sua rubrica sullo yoga e il sesso esce ogni mese su Nina.

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