COSA DEFINIAMO PITTURA PORNOGRAFICA?
I PRECONCETTI DELL’UOMO MODERNO

Non sempre è facile tirare una linea netta tra arte e pornografia.

Cosa si definisce pittura pornografica? Esiste un confine tra ciò che comunemente chiamiamo arte e ciò che, invece, etichettiamo come pornografia? Una definizione chiara di cosa consideriamo pittura pornografica, in realtà, non esiste, poiché dipende molto da un gusto e da una sensibilità personale.

Sin dai tempi più antichi l’uomo ha rappresentato esplicitamente scene erotiche, senza che queste fossero motivo di scandalo per la società. Anzi, era di uso comune raffigurare immagini che oggi definiremmo porno senza che fossero mai associate alla volgarità. La sessualità era vissuta anche in senso educativo, i legami tra persone dello stesso sesso erano del tutto normali. Il concetto di pornografia, come lo intendiamo oggi, non esisteva.
Le prime raffigurazioni che potremmo definire tali sono delle pitture rupestri risalenti al paleolitico, ma gli stessi Greci nelle loro ceramiche erano soliti dipingere atti sessuali, anche tra persone dello stesso sesso.

Con il passare del tempo e l’influenza sempre più massiccia della religione cristiana nella vita quotidiana, i concetti di erotismo e pornografia si sono trasformati, precipitando in una rapida discesa che li ha condotti a esser considerati perversi.

Certamente, oggi, una linea di confine che distingue ciò che viene definito pornografico da ciò che chiamiamo arte è l’identificazione del corpo come oggetto e non come esaltazione della bellezza. Basti pensare alle raffigurazioni di Milo Manara, fumettista italiano famoso in tutto il mondo, considerate, a livello internazionale, di grande valore artistico.
Ma non solo. Anche Andy Warhol, Salvador Dalì, Pablo Picasso e molti altri artisti di fama mondiale hanno creato opere di indiscutibile valore artistico e altrettanto indiscutibile carica erotica, indagando a fondo il confine tra eros e arte. L’artista pop Jeff Koons ha ritratto se stesso e la pornostar Cicciolina – che poi divenne sua moglie – in una serie di sculture che li rappresentavano nel momento dell’amplesso. Le opere vennero esposte anche alla Biennale di Venezia nel 1990.
La miglior considerazione sulla pittura pornografica e sull’arte erotica è stata fatta, senza dubbio, da Pablo Picasso: «L’Arte non è casta e se lo fosse non sarebbe Arte».

 

 

Eleonora C.

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