PIACERE SOLITARIO

Non siamo tutte uguali, ma nel mio caso, il piacere a 45 anni è cambiato.
Ora preferisco dedicare cinque minuti solo a me stessa.

 

piacere solitario

Sono due ore che sto davanti al PC e fuori piove, è il momento di staccare. Mi stendo sul letto e il rumore della pioggia mi concilia il rilassamento talmente tanto che non riesco a non aprire la cerniera dei pantaloni e a trovare un po’ di piacere tutto e solo per me. 

Dura poco perché so cosa fare e dove andare. Da qualche anno mi ritrovo a masturbarmi più spesso perché è una cosa veloce e dal risultato sicuro, senza dispendio di energia. Cavolo, sembro cinica e spietatamente egoista, ma il mio corpo di oggi, di questi anni maturi, non ha voglia di imbarcarsi in un rapporto sessuale frequente: non ho tempo e voglia. Sono molto concentrata sulla mia evoluzione, sui miei progetti personali e il sesso è un pensiero non troppo frequente se non in quei momenti in cui io decido di concedermelo, di esserci per me stessa, di procurarmi piacere.

In tutto questo io ho un marito che è anche il padre dei miei figli (sì perché essere madre è un dettaglio non trascurabile) e con il quale continuo ad avere rapporti sessuali ma radi.

Chi mi legge e ha la mia età credo comprenda quello di cui parlo, è un calo del desiderio che si accompagna a una consapevolezza del corpo che cambia e all’accettazione di questo.

Per me masturbarmi oggi significa concedermi delle coccole, prendermi cura di me quando lo desidero e nelle modalità che preferisco. Significa non dovermi “occupare” di un’altra persona quando invece voglio solo godere 5 minuti e poi passare ad altro.

Il sesso con lui c’è, è soddisfacente ma richiede attenzioni e cura, cose che ho e ho voglia di dare, ma a volte preferisco prendermi cura di me. Pensate sia egoista? Io lo chiamo il “sano egoismo di chi ha già dato”.

 

 

 

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