THE GREAT WALL OF VAGINA

Abbiamo intervistato Jamie McCartney, artista inglese classe 1975, creatore del The Great Wall of Vagina, progetto che l’ha portato a voler cambiare l’immagine del corpo femminile attraverso l’arte. 

 

Intervista Jamie McCartney

Alcune di voi l’avranno già visto esposto qualche anno fa alla Triennale di Milano, The Great Wall of Vagina (“Il grande muro delle Vagine”) è il lavoro più famoso di Jamie McCartney, che ha attirato la nostra attenzione per ovvi motivi, così gli abbiamo fatto qualche domanda, e con alcune risposte è proprio come se ci avesse rubato le parole di bocca.

 

Come hai iniziato il progetto? Da dove è arrivata l’idea? Cosa ha fatto nascere in te il desiderio di lavorare e ragionare sulla sessualità femminile?

Il progetto è iniziato davvero per caso, come succede spesso con molte opere d’arte. Un giornalista aveva scritto del calco in vetro che ho realizzato esplorando la parte interna della vagina, e ha iniziato un lavoro di ricerca per il museo del sesso a Londra. Quindi mi suggerì come artista e nel 2006 sono stato incaricato direttamente da loro per realizzare un grande pannello di calchi di genitali femminili, intitolato The Spice of Life. Le donne che si sono rese disponibili per i calchi hanno immediatamente esaminato le altre sculture esclamando cose come “Oh mio Dio! Non avevo idea che fossero così diverse” e “Vorrei che la mia assomigliasse a quella” o più importante “Mi sento meglio ora”. So che gli uomini si preoccupano indebitamente dei loro peni, ma non avevo la più pallida idea che esistesse l’ansia genitale tra le donne.

Che questo processo di calchi abbia avuto un effetto così profondo sulle mie modelle ha suscitato fortemente il mio interesse come artista. Mi resi conto che era la prima volta che la maggior parte di queste donne aveva avuto l’opportunità di vedere come erano le altre donne laggiù. È nella natura umana volersi confrontare, ma per la maggior parte degli uomini e delle donne il loro unico riferimento per i genitali altrui è la pornografia, che ha una visione piuttosto ristretta e distorta della varietà genitale.

 

Ho letto sul tuo sito che “per molte donne l’aspetto dei propri genitali è una fonte di ansia e io ero nella posizione di poter far qualcosa”. È stata la tua missione fin dall’inizio?

Nella mia ricerca ho scoperto che la vaginoplastica era la procedura cosmetica a più rapida crescita nel Regno Unito. Ero scioccato. Non voglio far parte di una società che incoraggia le donne a tagliarsi parti dei loro genitali. Quel numero crescente di donne sta decidendo che sono “difettose” ed è terribilmente triste. Ho deciso quindi di iniziare a produrre una scultura che, tramite diversi calchi, avrebbe dimostrato l’enorme varietà di forme e dimensioni labiali e della vulva. L’idea era che, dopo averlo visto, nessuna donna avrebbe più dovuto preoccuparsi della propria “vagina”. Come artista, ho visto questa come un’opportunità unica per fare una dichiarazione forte e un’opera d’arte spettacolare, che avrebbe in realtà cambiato la vita delle persone.

 

Chi è stata la prima donna ad accettare (non vogliamo sapere nome e cognome)?

Haha! Non mi ricordo! Diverse fidanzate si sono prestate come modelle per tutti i miei primi calchi. Quando hai una relazione sessuale con le tue modelle è inevitabile che tu voglia lavorare con i loro organi sessuali. È la natura umana! Invece le prime estranee che sono venute non me le ricordo, ma posso dirti che probabilmente ero più nervoso di loro!!

 

 

Secondo te, le donne che si presentano per i calchi perché lo fanno? Ne avete parlato durante la presa del calco? Quali confessioni sono venute fuori?

Quando ho iniziato a reclutare persone per il progetto, ho semplicemente chiesto una vagina. La maggior parte delle donne mi ha risposto cose come: “Sei fuori di testa?” (o qualcosa di meno educato), alcuni dei loro fidanzati invece mi hanno minacciato di prendermi a pugni. Non è stato un compito facile. Tuttavia, alcune donne illuminate e coraggiose mi hanno detto di sì quando hanno capito cosa stavo cercando di realizzare. Così è iniziato il progetto. È stato fantastico che un buon numero di persone capisse cosa stavo cercando di fare con questo progetto. All’epoca ero un artista sconosciuto, ma con la mia visione ero in grado di entusiasmare le persone, abbastanza da permettere loro di sottoporsi a quello che è la presa di un calco molto intimo. Quando la gente ha capito quanto fossi convinto nel mio progetto, si è rivolta nella mia direzione. In generale tendiamo a sapere quando qualcuno è serio e quando non lo è, e questo è quello che è successo.

Ho un enorme rispetto per le donne che all’inizio hanno riposto la loro fiducia in me a priori. Sono i veri eroi di questa storia. Non stavo offrendo soldi, era del tutto volontario. Sapevo che un uomo che pagava le donne per “avere” le loro vagine non era molto interessante e sarebbe stato probabilmente un po’ squallido. Se le donne avessero preso parte gratuitamente al progetto perché credevano in quello che io stavo facendo, allora sarebbe stato molto più forte, sarebbe stata un’altra storia. E comunque non avevo soldi in ogni caso!

Certamente non puoi metterti a dire cazzate quando sei distesa a gambe divaricate mentre un artista sta applicando dei materiali sui tuoi genitali, decisamente molto esposti. Ci sono state però alcune conversazioni molto oneste e sincere con le donne riguardo la loro sessualità, le loro vite sessuali e le loro relazioni con i loro genitali. Ad essere onesti, ogni donna aveva le proprie ragioni per venire. Alcune lo hanno fatto solo per divertimento con i loro amici, alcune erano molto a disagio, ma lo hanno fatto perché credevano nell’ethos del progetto, alcuni lo facevano per il brivido sessuale, alcuni per “reclamare la loro vagina” o “fare qualcosa dopo una storia di stupro o violenza sessuale”, alcune altre perché si vergognavano di come è diventata dopo aver partorito e ho visto farlo nella maggior parte dei casi come una terapia. È stata un’esperienza profonda per le mie modelle e per me è stato un privilegio. Per dare a queste donne una voce ho creato un libro sul progetto in cui 100 di loro ci parlano del perché lo hanno fatto e com’è stato:
http://www.greatwallofvagina.co.uk/shop/great-wall-vagina-book-0.

 

 

Secondo te le donne hanno un buon rapporto con la loro vulva?

In verità penso che molte donne si preoccupino troppo delle loro vulve e dei loro corpi in generale, penso che lavorare con così tante donne per tanti anni con la mia attività di scultura mi abbia reso molto consapevole e molto sensibile delle insicurezze che provano molte donne riguardo ai loro aspetti e i loro corpi che sono basati sulla pressione sociale per conformarsi a un’estetica popolare. La proliferazione della chirurgia estetica è il risultato inevitabile. Che uomini e donne siano disposti a spendere un sacco di soldi, provare tanto dolore e correre un sacco di rischi per essere fatti a fette per sembrare più accettabili è molto interessante per me come artista. Mi rende triste. A volte mi fa male. Premiamo l’aspetto piuttosto che il cervello. Mettiamo in secondo piano delle persone perché non sono abbastanza carine. Se non fanno parte delle poche divinità e dee prescelte messe da noi stessi su un piedistallo, le loro possibilità di vita si riducono e subiscono discriminazioni palesi o meno. È affascinante e deprimente. Davvero, penso che sia sempre stato così. Tuttavia, la combinazione della nostra epoca dell’informazione e della fotografia ha rafforzato questi stereotipi sullo status di “verità”. Decisamente non li interroghiamo abbastanza.

La società ha ora focalizzato la propria attenzione sull’aspetto dei genitali femminili andando, a mio parere, troppo oltre. Chi diavolo vede la tua vagina a meno che tu non sia in un rapporto intimo con qualcuno? La maggior parte degli uomini è felice di esserci vicino e a loro non interessa affatto come appare. La convergenza di questi due fattori ha causato una nuova “ansia vulvare”. Al giorno d’oggi la maggior parte delle donne tagliano, strappano o depilano, eliminano definitivamente i loro peli pubici, così le labbra vengono esposte in un modo in cui non erano mai state esposte prima. Sono abbastanza sicuro che mia nonna non si è mai preoccupata se le sue labbra erano belle. Aveva sicuramente cose migliori a cui pensare e probabilmente non sapeva manco che cosa fosse un labium. In secondo luogo, l’industria del porno softcore in molti paesi era tenuta a non mostrare le labbra interne per passare la censura, ma con le attrici porno che hanno iniziato a radersi dagli anni ’80, le labbra interne dovevano essere ritoccate per essere accettate come softcore. Da qui un’estetica che predilige le piccole alle grandi labbra; comicamente il contrario di ciò che il porno ha fatto ai peni!

 

 

Vedendo tante vulve, ti sei trovato a dire questa è più bella dell’altra?

Le donne ora si preoccupano se le loro labbra interne sono visibili quando sono in piedi, come se in qualche modo ci fosse qualcosa di sbagliato in questo. L’ironia perversa di questa cosa è che le labbra interne si gonfiano quando sono sessualmente eccitate e sono più inclini a sporgere, quindi questo dovrebbe essere considerato più sexy, non meno. Chi sono gli idioti che stanno prendendo queste decisioni estetiche ridicole? Noi. Purtroppo, siamo noi. Come società, la nostra intelligenza e il buon senso si stanno riducendo rapidamente a un minimo comune denominatore. Accettiamo senza domande. Siamo tutti colpevoli, abbiamo ceduto la nostra estetica in mano al fashion guru del momento, che per di più spesso in maniera perversa sta solo riciclando lo zeitgeist. Stanno consolidando le nostre idee dandocele in pasto e noi non facciamo altro che leccare il piatto. Siamo vittime del nostro pensiero pigro. Non lo dico in modo negativo: è semplicemente la condizione umana, e chi può essere rimproverato per averne sofferto? Si stanno creando tendenze incontrollate che si muovono come una spirale e in questo modo ci ridurremo tutti a carne macinata. Penso che quello che fanno gli artisti sia uscire dalla macina per cercare di trovare l’interruttore di spegnimento, di arrivare al fondo per invertire il flusso o trovare qualsiasi altra dannata leva per fermare il tutto. Sarebbe assurdo da parte mia dire che preferivo un tipo di vulva a un altro. Non mi interessa affatto come sono le mie amanti sotto le mutande. Adoro le labbra, punto !! 🙂

 

La vulva in se è bella?

Certo! Gli artisti sono ossessionati dal corpo femminile e dai genitali. Ci sono così tanti artisti che ora lavorano per mostrare la bellezza della vulva. È fantastico! Forse ho iniziato un trend !!! 🙂
In Inghilterra diciamo “La bellezza è negli occhi di chi guarda”, significa che ognuno ha la propria versione di ciò che trova bello o sexy, il che vuol dire che indipendentemente da ciò che tu pensi del tuo corpo, qualcun altro potrebbe pensare l’opposto. Abbiamo trofei, tendenze e mode in tutti i tipi di aree del corpo, ma la verità è che a nessuno importa perchè quando ami davvero qualcuno, è tutto bello ai tuoi occhi.

 

Qual è il messaggio che vuoi dare con le tue opere?

Penso che il messaggio sia molto semplice. Non esiste una versione normale. Qualunque cosa tu abbia tra le tue gambe è normale, sexy e attraente. Se al tuo partner non piace, allora non cambiare le tue parti, cambia il tuo partner!

 

Secondo te perchè TGWOV ti ha dato un successo mondiale?

Perché metà del mondo ha una vagina e l’altra metà vuole entrarci dentro! È nella natura umana essere curiosi dei genitali altrui. The Great Wall of Vagina soddisfa questa curiosità in modo molto naturale e comprensivo. Non è pornografico. È un’opera d’arte bella e coinvolgente che soddisfa brillantemente uno scopo sociale. È normale che sia stato un successo!

 

Pensi venga recepito diversamente da pubblico femminile e maschile?

Penso che anche gli uomini ne traggano molto, soprattutto perché è stato creato da un uomo. Penso che lo renda più accessibile agli uomini e dia più autorità. Poiché spesso i commenti poco gentili fatti dagli uomini possono causare ansia nelle loro partner, TGWOV agisce come una sorta di momento educativo per loro che li spinge ad avere una mentalità meno ristretta. Per le donne è una biblioteca delle labbra che possono sfogliare a loro piacimento per imparare e alla fine eliminare definitivamente ogni ansia che avevano prima. Ho sentito da donne di tutto il mondo dire che il mio lavoro ha cambiato la loro vita. I medici mi dicono che usano il mio lavoro per rassicurare le donne, in particolare le giovani donne che sono le più inclini alla vaginoplastica. Ciò mi dimostra che l’opera d’arte funziona davvero. Che fantastica sensazione per un artista. Da un’idea è nata una scultura che ci ha impiegato cinque anni a nascere ed ora è fuori nel mondo che cambia le vite di molte donne. Wow!

 

La peggior critica che ha ricevuto The Great Wall of Vagina.

Alcuni idioti su Internet amano fare commenti poco gentili su alcuni dei calchi. Per me questo dimostra solo quanto sia necessario il mio lavoro. Ad alcune persone piace chiamarmi pervertito o simili. Non mi da fastidio. Non puoi pensare di fare un lavoro provocatorio come questo e non aspettarti una reazione. Se non ci fossero scettici, l’opera non sarebbe stata necessaria!

 

Stai ancora lavorando/prendendo calchi per TGWOV?

TGWOV è stato terminato nel 2011. Sto facendo comunque altre opere che coinvolgono i genitali. Ad esempio il mio lavoro intitolato MONDCIVITANO (“cittadino del mondo” in esperanto) sarà caratterizzato da una donna di ogni paese del mondo, spero! Chiunque voglia prestarsi come modella per il mio lavoro può trovare maggiori informazioni sul mio sito Web: https://jamiemccartney.com/models/

 

Quindi donne, fatevi avanti, donatevi all’arte.

 

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