MUTILAZIONE GENITALE FEMMINILE:
CHE COS’È E PERCHÉ VIENE PRATICATA

Cosa sono le mutilazioni genitali femminili? Dove vengono praticate?
Ecco tutti i dati su questa brutale pratica che coinvolge 125 milioni di donne nel mondo.

che cos'è la mutilazione genitale femminile

Un dolore difficilmente immaginabile, un trauma che il tempo non può cancellare, 125 milioni di donne coinvolte in tutto il mondo: le mutilazioni genitali femminili costituiscono una delle più gravi violazioni dei diritti umani attualmente esistente in molte parti del nostro pianeta. Sono circa tre milioni le bambine che si aggiungono ogni anno a queste sconcertanti statistiche, bambine dai 4 ai 14 anni, ma che spesso sono anche più piccole, a volte neonate. Le mutilazioni genitali femminili (MGF) vengono praticate in trenta paesi al mondo, per la maggior parte territori africani come la Somalia e l’Eritrea, ma anche in alcuni paesi asiatici di religione musulmana e persino in Europa, Australia, Canada e Stati Uniti. Sono pratiche del tutto illegali ed espongono la donna a gravissimi rischi, fisici e psicologici.

 

le mutilazioni genitali femminili costituiscono una delle più gravi violazioni dei diritti umani attualmente esistente in molte parti del nostro pianeta

 

I traumi post MGF, infatti, possono essere di vario tipo e non riguardano soltanto il danno fisico che comporta effettuare una pratica di questo genere sul corpo di una bambina (emorragie, infezioni, cisti, rischio di morte durante il parto, difficoltà nei rapporti sessuali) ma comprendono anche l’aspetto psicologico. Lo shock del dolore che si prova durante la mutilazione causa nelle donne un profondo trauma difficile da superare nel tempo. Le ragioni per cui vengano praticate le mutilazioni genitali femminili sono perlopiù religiose, in particolare vicine al Corano. Ma già dal 2003 è stato più volte sottolineato dalle autorità musulmane che le MGF non hanno alcuna legittimazione religiosa.

 

Lo shock del dolore che si prova durante la mutilazione causa nelle donne un profondo trauma difficile da superare nel tempo

 

Ci sono anche altre ragioni per cui vengono effettuate: ragioni sessuali, sociologiche e persino igienico sanitarie. In molte culture, infatti, la sessualità femminile è vista come portatrice di malattie e infezioni, per questo si trova indispensabile agire in maniera così estrema. Ma non finisce qui. Un’altra falsa credenza per cui viene praticata la mutilazione genitale femminile è quella di favorire la fertilità della donna e la salute del nascituro. Dagli anni novanta ad oggi sono stati compiuti incredibili passi avanti per combattere la pratica delle MGF, fino alla firma, nel 2015, di un disegno di legge che ha istituito il reato di mutilazione genitale femminile.
Attualmente è stato adottato da 18 paesi africani su 28 e prevede una pena fino a 4 anni di carcere. Un traguardo importantissimo ma che non basta. Parlarne, informare e sensibilizzare più donne possibili su questo argomento aiuta a combattere questa grave violazione dei diritti umani, quindi non smettete mai di farlo!

 

Eleonora C.

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